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LA BOULE. PRENDE IL VIA MICROSTORIE, LA NUOVA STAGIONE CONCERTISTICA 2026/27

A Torino, nel quartiere Barriera di Milano, c’è un luogo in cui da dieci anni le storie prendono forma attraverso la musica, il teatro e le parole. È La Boule, la sala concerti di ESTEMPORANEA – Arte, Musica, Teatro, nata con l’idea di costruire uno spazio aperto alla città, agli artisti, al pubblico e soprattutto alle nuove generazioni. La nuova stagione 2026/27 dal titolo “Microstorie” è un caleidoscopio di storie, linguaggi e sensibilità diverse, in cui il repertorio classico dialoga con la musica popolare, il teatro incontra la letteratura, la memoria si confronta con il presente e la formazione dei giovani musicisti diventa parte integrante della proposta culturale. Si parte il 25 ottobre 2026 con “Sheherazade”, spettacolo scritto e raccontato da Lucia Margherita Marino insieme alla Torino Sinfonietta diretta da Biagio Zoli. Al centro c’è la figura di Sheherazade, la donna che salva il mondo raccontando: una narratrice capace di trasformare la parola in un antidoto alla morte. La sua storia diventa occasione per intrecciare narrazione e grande musica sinfonica sulle pagine di Nikolai Rimsky-Korsakov. L’8 novembre torna La Boule Letteraria, con lo scrittore Gianlivio Fasciano, autore di “Mi chiamo ruggine”, romanzo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2026 e finalista al Premio Bancarella 2026. Il pianoforte di Sara Musso accompagnerà un incontro dedicato a identità, memoria, fuga e possibilità di riscatto. Il 22 novembre la musica popolare italiana sarà protagonista con “La musica è viva”: le quattro musiciste delle Le Madamè riportano alla luce canti di lavoro, d’amore, di resistenza e di speranza, recuperando un patrimonio della memoria collettiva e restituendolo al presente attraverso nuovi arrangiamenti, voci e strumenti. Il 13 dicembre sarà la volta di “Uno alla volta, per carità (fino a cinque)”, progetto dedicato alla borsa di studio Loredana Sodero Garzelli 2026. Per il quarto anno consecutivo Letizia Gullino ed Estemporanea trasformano la presentazione della borsa in un vero progetto musicale: partendo dalla dimensione solistica, l’organico cresce progressivamente fino alla formazione cameristica, in un piccolo e originale gioco di ruoli e possibilità di ascolto. Con il nuovo anno arriva “L’ultimo gigolò”, il 24 gennaio 2027, spettacolo scritto e raccontato da Lucia Margherita Marino con il quintetto di ottoni ToBrass. Protagonista è Porfirio Rubirosa, leggendario playboy del Novecento, simbolo di un’epoca fatta di lusso, corse automobilistiche, mondanità e jet-set internazionale. Il 26 gennaio, in matinée per le scuole, torna invece “Lieto fine?”, spettacolo che parte dalla tragedia dell’Olocausto per interrogarsi sul potere delle idee e sui meccanismi della manipolazione collettiva. Attraverso il concetto di Finestra di Overton, Lucia Margherita Marino propone una riflessione sul modo in cui la propaganda e la comunicazione possono rendere accettabili anche idee disumane. La Boule Letteraria prosegue il 31 gennaio con Pino Ippolito Armino, autore de “La valigia di cartone”, un viaggio nella storia del Mezzogiorno e nelle profonde differenze che ancora attraversano il Paese, tra migrazioni, identità e futuro. Il 14 febbraio la musica torna protagonista con “Il ritiro mancato”, dedicato a Johannes Brahms e al suo rapporto con il clarinetto. Gli artisti del Teatro Regio di Torino eseguiranno il celebre Quintetto per clarinetto e archi, insieme al secondo quartetto d’archi di Philip Glass. Il 21 febbraio, ancora per La Boule Letteraria, sarà ospite Marco Cappato, con una riflessione dedicata alla libertà, alla democrazia, alla disobbedienza civile e alla responsabilità individuale, a partire dal libro “Credere, DisObbedire, Combattere”. Il 7 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, Lucia Margherita Marino porta in scena “Fantastiche – Storie di donne ordinarie e straordinarie”. Eleonora Duse, Rosa Parks, Marie Curie, Maria Montessori, Coco Chanel, Maria Callas, Lady Diana e Malala Yousafzai diventano protagoniste di un racconto teatrale accompagnato dal jazz del Valerio Signetto Quartet. Il 21 marzo La Boule Letteraria ospiterà Monica Savaresi, autrice di “Bellagio”, romanzo ambientato sulle rive del lago di Como, tra memoria familiare, una storia d’amore e un passato che torna a chiedere di essere raccontato. Con l’arrivo della primavera, il 18 aprile, torna uno degli appuntamenti più amati di La Boule: “Concerto in Bianco: Invito alla danza”. Come ogni anno, la sala si trasforma in una bolla opalescente e il pubblico è invitato a condividere il rito del bianco. Un programma che attraversa epoche e atmosfere diverse, da Bartók e Brahms a Šostakovič, Elgar, Strauss e Piazzolla, in un viaggio tra danze popolari, pagine raffinate e ritmi coinvolgenti. Il 9 maggio “Voci riapparse: compositrici oltre il silenzio” riporta al centro della scena alcune delle tante autrici rimaste ai margini della storia della musica. Valentina Escobar, Laura Lanfranchi, Cecilia Bacci e Sara Musso daranno voce a compositrici dimenticate o costrette a pubblicare sotto pseudonimo, restituendo al pubblico opere nate nonostante i pregiudizi di un mondo artistico prevalentemente maschile. La stagione proseguirà poi con “Palco ai Giovani”, dal 17 al 22 maggio 2027, settimana dedicata ai concerti degli allievi di Estemporanea: un momento fondamentale di restituzione pubblica del percorso di studio, pratica e crescita iniziato durante l’anno. A chiudere il cartellone, il 30 maggio, sarà ancora “Palco ai Giovani | L’Accademia di Estemporanea”, con la classe di violino del Maestro Sergio Lamberto, dedicata a studenti, diplomati e giovani professionisti che scelgono di approfondire il repertorio violinistico e la propria formazione artistica. In “Microstorie” non c’è un unico linguaggio e non c’è un solo modo di raccontare. Ci sono compositori e scrittori, musicisti e attrici, donne che hanno cambiato la storia e giovani che stanno costruendo il proprio futuro artistico. Ci sono storie personali e collettive, vicende lontane e domande profondamente contemporanee. È proprio nella dimensione apparentemente piccola di queste storie che ESTEMPORANEA cerca il senso della propria proposta: creare occasioni di incontro, mettere in relazione artisti e pubblico, generazioni diverse, memoria e presente. La stagione continua, inoltre, a sostenere concretamente la formazione musicale attraverso le borse di studio e la campagna “Le borse per le borse – Suono per Te!”, giunta alla settima edizione e che anche quest’anno raccoglie fondi per sostenere giovani musicisti nel loro percorso professionale. «I grandi valori non necessariamente hanno bisogno di grandi momenti. Ci sono bellezze piccole, discrete ma coraggiose, perché il piccolo non corrisponde al poco», racconta la direttrice artistica Lucia Margherita Marino presentando il nuovo cartellone. «Le piccole storie, quelle che non fanno rumore, cambiano il modo in cui stiamo al mondo e ci insegnano a dare valore, lontano dall’ossessione urlata del troppo in cui siamo obbligatoriamente immersi».   Tutti gli appuntamenti della stagione sono a ingresso libero per i soci di ESTEMPORANEA. La Boule – Sala Concerti, Via Courmayeur 16, Torino. Per informazioni e prenotazioni: biglietteria@estemporanea.eu, www.estemporanea.eu, WhatsApp 334 2320012.

AD HALLOWEEN BELLE DA PAURA: LA “LINEA DELLE FATE” DI ERBORISTERIA MAGENTINA

Tra giornate più corte e ritmi intensi, in vista della notte più paurosa dell'anno non servono pozioni o incantesimi: per una pelle da paura basta affidarsi alle Fate di Erboristeria Magentina. Una linea interamente dedicata alla cosmesi di viso e corpo ispirata al magico mondo della natura. Acido ialuronico potenziato da abbinare alla crema viso e olio e latte per il corpo! In vendita su: https://www.erboristeriamagentina.it/it/

A TORINO IL CINEMA È ANCHE UN’OCCASIONE DI LAVORO PER I GIOVANI ARTISTI

Torino è ormai una città dove il cinema si produce, si gira e trova professionalità. A ottobre, per dieci giorni, questa vocazione produttiva sarà anche un'occasione concreta per alcuni giovani che stanno cercando di entrare nel mondo dello spettacolo. Dal 1° al 10 ottobre Torino ospiterà infatti le riprese di Knock il Musical, una nuova produzione cinematografica di Accademia dello Spettacolo che coinvolgerà 16 artisti under 30 provenienti da tutta Italia che saranno inseriti in una produzione reale e lavoreranno sul set con regolare contratto del settore spettacolo. L'iniziativa rientra nella quarta edizione della Bottega dello Spettacolo, il progetto di Accademia dello Spettacolo nato per intervenire in quella zona ancora poco strutturata che si trova tra la fine della formazione e l'inizio della carriera professionale. La Bottega è sostenuta negli anni da Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT e nella quarta edizione sviluppa tre direzioni: avviamento professionale, accompagnamento al mercato del lavoro e formazione continua. È un tema particolarmente rilevante per il settore dello spettacolo. La ricerca Condizioni abilitanti per le carriere culturali, realizzata da CLES per Fondazione Compagnia di San Paolo, e l'indagine condotta nel 2026 dalla stessa Bottega su attrici e attori residenti in Piemonte evidenziano precarietà, difficoltà di accesso alla formazione continua e un forte divario tra le competenze acquisite nei percorsi formativi e le possibilità di ingresso nel mercato. Nell'indagine della Bottega, il 48% degli intervistati definisce “estremamente difficile” l'inserimento lavorativo regolare. È dentro questa realtà che si colloca Knock. Dopo tre edizioni dedicate allo spettacolo dal vivo, la Bottega 4.0 sceglie infatti di portare i giovani dal palco al set, aggiungendo alla formazione teatrale l'esperienza cinematografica. Il progetto prevede una fase di preparazione e formazione, la pre-produzione e quindi dieci giornate di lavoro retribuito sul set. L'obiettivo è far acquisire ai giovani non soltanto nuove competenze, ma soprattutto un'esperienza professionale concreta in un settore nel quale l'accesso alle prime produzioni rappresenta uno dei passaggi più difficili. “Il problema non è soltanto formare gli artisti – spiega Mario Restagno, fondatore di Accademia dello Spettacolo e autore dei testi e delle liriche di Knock –. Il problema è quello che succede dopo. Un ragazzo può terminare un percorso di studi con una buona preparazione e non avere ancora avuto la possibilità di lavorare. La Bottega nasce per affrontare proprio questo passaggio: creare contesti nei quali la formazione possa trasformarsi in esperienza professionale. Knock è una produzione cinematografica, ma per noi è soprattutto un'occasione di lavoro e di apprendimento sul campo”. La scelta del cinema non è casuale. Il settore audiovisivo rappresenta uno degli ambiti nei quali Torino ha costruito negli anni una forte capacità produttiva e una rete professionale articolata. Knock inserisce per la prima volta in modo strutturale questa dimensione nel percorso della Bottega: giovani che hanno studiato recitazione, canto e danza vengono preparati a confrontarsi con un linguaggio diverso da quello teatrale e con le modalità concrete di un set. Il progetto è stato selezionato nell'ambito di Per Chi Crea 2025, il programma promosso da SIAE e Ministero della Cultura,. Knock è liberamente ispirato a Knock ou le Triomphe de la médecine di Jules Romains, commedia del 1923 che racconta la trasformazione di una piccola comunità attraverso la paura della malattia e la manipolazione dell'informazione. La nuova versione ne conserva la dimensione grottesca e la porta nel linguaggio del rock musical, con una storia ironica e contemporanea sul potere della paura, sul consenso e sulla facilità con cui una comunità può essere condizionata. Le musiche originali sono di Walter Orsanigo, gli arrangiamenti di Paolo Gambino, i testi e le liriche di Mario Restagno; la regia delle parti in prosa è di Daniela Freguglia, le coreografie di Marco Arbau e la preparazione vocale di David Ashley. Nel cast, accanto ai giovani artisti, anche i professionisti senior Fabrizio Rizzolo e Jacopo Siccardi. Una volta completata la lavorazione, il film entrerà nella collana educational di Accademia dello Spettacolo, proseguendo il percorso di produzioni rivolte alle scuole. Anche in questo caso il progetto mantiene una doppia funzione: produrre un'opera destinata a un pubblico e, contemporaneamente, utilizzare la produzione stessa come luogo di esperienza per chi sta iniziando una carriera artistica. È questo il senso della Bottega dello Spettacolo 4.0: costruire un passaggio tra la scuola e il lavoro. A Torino, città che da anni investe nella produzione cinematografica, Knock prova così ad aggiungere un elemento: fare in modo che una parte di quel lavoro possa diventare anche un'opportunità per la nuova generazione di artisti. https://www.accademiadellospettacolo.it/

TORINO CAPITALE DEL GRANDE PADEL INTERNAZIONALE: DAL 26 OTTOBRE AL 1° NOVEMBRE ARRIVA IL FIP GOLD MEDIOLANUM PADEL CUP

Torino, 25 settembre 2026 - Torino si conferma snodo cruciale del padel globale. Il legame tra la città e i grandi circuiti internazionali compie un ulteriore salto di qualità con il FIP Gold Mediolanum Padel Cup, in programma dal 26 ottobre al 1° novembre al Palavillage di Grugliasco, che vedrà in campo il meglio del padel internazionale con giocatori e giocatrici provenienti da tutto il mondo. Una conferma e insieme un importante upgrade per la città che, dopo il successo del torneo di categoria FIP Silver ospitato lo scorso anno, accoglie nuovamente la tournée firmata Banca Mediolanum in una versione ancora più competitiva, inserita a pieno titolo nel CUPRA FIP Tour, circuito mondiale della Federazione Internazionale Padel. L'evento è stato presentato questa mattina presso il Grattacielo della Regione Piemonte, con gli interventi del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, dell’assessore allo Sport della Città di Grugliasco, Luciano Lopedote, del consigliere nazionale FITP, Pierangelo Frigerio, della presidente del Comitato Regionale Piemonte FITP, Manuela Savini, del FIP Press Office director, Paolo Franci e del direttore del torneo, Simone Licciardi. A intervenire anche Marco Cassetta - giocatore della Nazionale italiana, numero 94 del Ranking mondiale FIP - e la giocatrice Francesca Campigotto, numero 10 del ranking FITP. A moderare l’incontro Diego Nargiso, legend del tennis italiano. UN TORNEO D'ORO Alla fine di ottobre il Palavillage vivrà dunque una settimana di sport di massimo livello, visto che il FIP Gold rappresenta una delle più ambite categorie competitive mondiali. Basti pensare che quest'anno nel mondo si disputano solo 12 tornei di questo calibro - su un totale di oltre 200 previsti per l'intero CUPRA FIP Tour - diffusi in cinque continenti: Brasile, Messico, ma anche Spagna, Portogallo, Costa d'Avorio, fino a Kazakistan e Cina. Quello di Torino sarà l'ultimo FIP Gold della stagione, per un appuntamento che promette scintille: in palio 50.000 euro di montepremi e 150 punti per il Ranking mondiale FIP, un incentivo formidabile che attirerà a Torino i top player del padel e i migliori talenti della NextGen.

25-27 SETTEMBRE. VIA STRADELLA C’È CULTURA: L’ARTE NEI LUOGHI DELLA CITTÀ

Da Jesus Salinas e Cesar Tumba a Vito Navolio, un percorso tra pittura, memoria, identità e arte pubblica promosso da Archivio Dimauro in occasione di Terra Madre Off. Dal 25 al 27 settembre il progetto Via Stradella C’è Cultura, promosso da Archivio Dimauro APS, porta l’arte dentro alcuni luoghi della città, intrecciando pratiche artistiche, memoria, identità e spazio pubblico. Al centro non un unico luogo espositivo ma una rete di esperienze che mette in relazione artisti, opere e comunità, con una particolare attenzione alle culture sudamericane che hanno contribuito a costruire la Torino contemporanea. È in questa prospettiva che si inserisce il programma organizzato in via Stradella, nella periferia nord della città, nell’ambito di Terra Madre Off. La strada diventa uno dei luoghi attraverso cui il progetto si racconta, uno spazio nel quale pittura, illustrazione, arte pubblica, danza e memoria locale possono incontrare direttamente il pubblico. Il primo appuntamento è dedicato alla cultura peruviana. Venerdì 25 settembre, negli spazi di I&T Impresa e Territorio in via Cesalpino 11/A, Jesus Salinas e Cesar Tumba sono protagonisti di “Storie di storie – Per una narrazione artistica del Perù”, un incontro accompagnato dall’esposizione di opere. L’iniziativa nasce dall’attenzione di Archivio Dimauro verso le culture presenti sul territorio torinese e, attraverso il lavoro degli artisti, affronta il tema della migrazione non soltanto come fenomeno sociale, ma come costruzione di una nuova identità culturale.  La pittura di Salinas si muove tra figurazione, caricatura, illustrazione e intervento murale. Nato in Perù e trasferitosi a Torino, l’artista ha sviluppato una ricerca che attraversa linguaggi e contesti differenti, dal disegno alla pittura fino alle opere realizzate nello spazio pubblico. Il suo lavoro diventa così anche uno strumento per mettere in comunicazione esperienze culturali diverse. La presenza di Salinas nel programma di Via Stradella C’è Cultura si lega inoltre ad altre iniziative promosse da Archivio Dimauro, tra cui il progetto espositivo Hijo de la Tierra, realizzato insieme a Cesar Tumba e dedicato alle culture indigene del Sud America, alla memoria, al rapporto con la terra e alla costruzione dell’identità. È un modo di intendere la mostra che supera la semplice esposizione delle opere. L’arte diventa occasione di incontro e di racconto, capace di portare nel dibattito cittadino storie e patrimoni culturali che appartengono ormai anche alla città di Torino. Nella stessa direzione si colloca la collaborazione con lo scrittore peruviano Edwin Rojas Espinal, coinvolto da Archivio Dimauro in occasione del Salone Off: alla dimensione visiva di Salinas si affianca quella letteraria, costruendo un dialogo tra immagine, parola e esperienza migratoria. Il progetto guarda però alla storia artistica e urbana di Torino. Sabato 26 settembre una visita guidata alla Borgata Tesso, curata da CulturalWay, accompagna il pubblico attraverso uno dei quartieri operai storici della città, tra architetture, memoria industriale, trasformazioni urbane e murales. Anche in questo caso il patrimonio non viene presentato come elemento statico, ma come materia da leggere attraverso le tracce lasciate nel paesaggio urbano e nelle sue trasformazioni. Domenica 27 settembre il programma torna in via Stradella con una giornata nella quale le attività artistiche entrano direttamente nello spazio della strada. Tra gli appuntamenti c’è il live painting della Compagnia della Spina, collettivo legato alla mostra permanente La Magica Torino: la pittura viene realizzata davanti al pubblico, rendendo visibile non soltanto l’opera conclusa ma anche il processo attraverso cui prende forma. Accanto alla performance vengono presentate attività e laboratori dedicati a diverse tecniche, dal disegno alla pittura a olio e ad acquerello, fino a pratiche artigianali come il crochet e il bookfolding. Il passaggio dall’opera esposta all’opera inserita nella vita quotidiana della città trova una sintesi particolare nelle “Panchine della Spina”, progetto di arte pubblica realizzato da Vito Navolio, la cui inaugurazione è prevista alle 17 in via Cesalpino. Le due nuove panchine artistiche nascono da un progetto che mette in relazione il lavoro di Navolio con quello di altri artisti: una prende spunto da un disegno di Jesus Salinas, l’altra è dedicata a Giacomo Balla. Navolio lavora da anni sul rapporto tra arte e spazio urbano attraverso le sue Panchine d’Autore, trasformando un elemento ordinario dell’arredo cittadino in un supporto per immagini e riferimenti alla storia dell’arte del Novecento. Warhol, Mondrian, Pollock, Miró, Depero e Lichtenstein sono alcuni degli artisti che hanno ispirato il progetto. Con le nuove panchine della Spina il dispositivo viene ulteriormente sviluppato: l’opera non è separata dalla città, ma ne diventa parte integrante, collocandosi nel percorso quotidiano di chi attraversa e vive il quartiere. È proprio questa dimensione dell’arte come presenza, più che come semplice evento, a definire il progetto Via Stradella C’è Cultura. Archivio Dimauro costruisce un programma nel quale mostre, incontri, performance, pittura e arte pubblica diventano strumenti per mettere in relazione persone, storie e luoghi. Gli artisti non sono chiamati soltanto a esporre, ma a intervenire, raccontare, collaborare e misurarsi con contesti diversi da quelli tradizionali dell’arte contemporanea. Via Stradella rappresenta in questo senso uno dei capitoli del progetto: una strada commerciale e una porzione di periferia diventano il terreno concreto di un’esperienza culturale che tiene insieme la storia della città, le comunità che la abitano e le ricerche degli artisti.  

NASCE A TORINO IL FORMAT "AFFOGATO": IL NUOVO CONCEPT BAR DI ALBERTO MARCHETTI E CAFFÈ VERGNANO

Torino, 18 settembre 2026 - Nasce oggi a Torino AFFOGATO, il nuovo format firmato da due eccellenze del territorio come Alberto Marchetti e Caffè Vergnano, che debutta nella suggestiva cornice della Gran Madre. A riaprire è uno storico chiosco della città, che torna a vivere con una proposta semplice e contemporanea costruita intorno a uno dei grandi classici della tradizione italiana: l’affogato, un connubio tra gelato e caffè espresso, che si traduce nell’incontro tra caldo e freddo, cremosità e intensità aromatica. AFFOGATO è un luogo pensato per una pausa veloce o per concedersi il tempo di assaporare un originale abbinamento tra due prodotti eccellenze del Made in Italy, scegliendo tra un affogato, un cono gelato o semplicemente un espresso, in un contesto informale e aperto alla città. Il gelato di Alberto Marchetti sarà disponibile in venti gusti, scelti e studiati per accompagnare il caffè e valorizzarne le diverse caratteristiche. La proposta si completa con due granite al caffè e alla mandorla. Per questo nuovo concept, Caffè Vergnano ha scelto la Linea 1882 Original in grani, una delle proposte Premium dedicata al mondo Horeca, pensata per garantire un espresso di alta qualità e una resa costante in tazza. Delicata e aromatica, con una piacevole acidità media, la miscela esprime sentori di frutti rossi, amaretto e caramello. La presenza di Robusta indiana contribuisce a una crema alta e persistente e a un retrogusto di cioccolato al latte e liquirizia. «AFFOGATO nasce da una collaborazione che mi rende particolarmente felice - racconta Alberto Marchetti -. Il caffè e il gelato sono un abbinamento perfetto: due mondi che, quando si incontrano, riescono a creare qualcosa di semplice ma sorprendente. E c’è un valore in più, quello di lavorare insieme a Caffè Vergnano, una realtà orgogliosamente torinese come la mia. Credo sia bello vedere due aziende del territorio incontrarsi e provare a raccontare Torino attraverso un’idea nuova, immediata e soprattutto molto golosa». Enrico Vergnano, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Caffè Vergnano, dichiara: «Le collaborazioni più riuscite sono quelle che nascono da valori condivisi. Con Alberto Marchetti abbiamo costruito un progetto che unisce due realtà accomunate dalla stessa idea di qualità, fatta di cura, artigianalità e rispetto per il prodotto. AFFOGATO reinterpreta in chiave contemporanea un grande classico italiano e siamo felici che questa idea prenda vita proprio a Torino, la città da cui entrambe le nostre storie hanno avuto inizio».  

LE RICETTE CHE L'ALZHEIMER NON CANCELLA. NASCE “LA CUCINA DELLA MEMORIA”

Per la Giornata Mondiale dell'Alzheimer gli anziani delle RSA emeis hanno ricostruito insieme ai cuochi i piatti della loro vita. Dalla trota pescata sul Piave ai Baci di Dama preparati sulla stufa a legna.   La memoria può vacillare su un nome, una data, un volto. Ma spesso continua a riconoscere il profumo di un soffritto, il gesto di impastare una frolla, il tempo necessario perché un minestrone diventi davvero "come una volta". È lì, tra sapori, odori e movimenti imparati in cucina, che sopravvive una parte profonda della nostra identità. Una memoria che anchel'Alzheimer fatica a cancellare. Da questa intuizione nasce “La Cucina della Memoria”, il progetto che emeis Italia - divisione italiana di gruppo internazionale leader nella cura e all’assistenza delle persone fragili - presenta in occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer. Un ricettario costruito dagli chef delle strutture di tutta Italia insieme agli anziani delle proprie RSA, che hanno raccontato, corretto, ricordato e insegnato le ricette della loro vita. I cuochi hanno ascoltato, raccolto ogni dettaglio e trasformato quei racconti in un libro che custodisce molto più di una tradizione gastronomica: conserva storie di famiglia, gesti tramandati, dialetti, affetti. Sono 27 ricette: un viaggio nella grande tradizione gastronomica italiana, riconosciuta nel mondo come patrimonio Unesco, dove ogni piatto è accompagnato da un ricordo, un aneddoto, un consiglio tramandato in famiglia o una piccola buona pratica custodita per generazioni. C'è Gianni della RSA Tre Carpini in Veneto che, mentre spiega come preparare la sua Trota al Cartoccio, torna con la mente alle estati trascorse sul Piave. Ricorda il pesce appena pescato, il cartoccio chiuso con olio e sale e quel profumo che, dice nel suo dialetto, bastava da solo a raccontare la bontà del piatto. Primo invece affida al nipote William il segreto del suo minestrone. L’ ingrediente insostituibile è il tempo: tre ore e mezza di cottura lenta, senza fretta. Perché è così che le verdure si incontrano e i sapori diventano un'unica storia. Poi c’è Bruna, dell’RSA Casa Mia casier di Treviso, che non può rinunciare al suo amato Coniglio in tecia.  In Lombardia, Bianca racconta il suo Risotto alla milanese piatto simbolo delle domeniche in famiglia. In Piemonte Wilma, 89 anni, ricostruisce passo dopo passo i suoi Baci di Dama. Le mandorle si compravano ancora con il guscio, si tostavano sulla stufa a legna, si sfregavano dentro un canovaccio per eliminare la pellicina e poi si tritavano rigorosamente a mano. "La fretta", ricorda, "non ha mai fatto buoni dolci." In Liguria Teresa continua a difendere il suo pesto come si difende una tradizione di famiglia: il basilico va lavato con delicatezza, asciugato perfettamente e coperto con un filo d'olio prima di essere conservato. A Venezia, invece, Eleonora racconta ai più giovani da dove nasce l'espressione "andiamo a bere un'ombra": quando i venditori di vino spostavano i banchi seguendo l'ombra del Campanile di San Marco per mantenere fresco il vino. Sono storie che attraversano l'Italia, dal Veneto al Piemonte, dalla Lombardia alla Liguria, passando per tutte quelle cucine dove il cibo è sempre stato molto più di un pasto: un linguaggio, un modo per prendersi cura degli altri, un rito quotidiano, un'eredità da consegnare ai figli e ai nipoti.  Il volume è disponibile gratuitamente online sul sito di emeis Italia, come invito a riscoprire un patrimonio fatto di sapori, ricordi e gesti quotidiani: https://www.emeisitalia.it/wp-content/uploads/2026/09/emeis-la-cucina-della-memoria.pdf

BERGAMOT BALANCE DI ERBORISTERIA MAGENTINA. LA NUOVA LINEA DI INTEGRATORI ALIMENTARI PER PRENDERSI CURA DEL CUORE, SECONDO NATURA.

Settembre, mese dedicato alla prevenzione cardiovascolare, culmina il 29 settembre con la Giornata Mondiale del Cuore e riporta l'attenzione su uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare: il colesterolo elevato. Secondo i dati del Progetto CUORE dell'Istituto Superiore di Sanità circa il 25% degli uomini e il 30% delle donne in Italia presenta livelli elevati di colesterolemia totale. Un dato che conferma la rilevanza di un approccio alla prevenzione che, accanto a corretti stili di vita e alimentazione, guarda con crescente attenzione alla qualità e all'efficacia delle soluzioni di supporto nutrizionale. Un'attenzione resa ancora più attuale dall'evoluzione del quadro normativo europeo relativo al riso rosso fermentato: il Regolamento (UE) 2022/860 ha infatti introdotto specifiche restrizioni per le monacoline, stabilendo che la porzione giornaliera di prodotto debba apportarne meno di 3mg. Un cambiamento che ha contribuito a orientare la ricerca verso ingredienti e formulazioni capaci di offrire nuovi approcci al supporto del metabolismo lipidico e del benessere cardiovascolare. È in questo scenario che Erboristeria Magentina presenta Bergamot Balance, la nuova linea di integratori alimentari dedicata al benessere cardiovascolare che sceglie come protagonista il Bergamotto biologico di Calabria (Citrus bergamia Risso & Poiteau), una materia prima di eccellenza naturalmente ricca di polifenoli bioattivi. La particolare Bergamot Polyphenolic Fraction (BPF) contiene flavonoidi caratteristici come brutieridina e melitidina, molecole oggetto di un'ampia letteratura scientifica per il loro coinvolgimento nei processi legati al metabolismo lipidico e allo stress ossidativo. Una risposta naturale ed evoluta per il benessere cardiovascolare. Con Bergamot Balance, Erboristeria Magentina porta il proprio concetto di "Scienza del Naturale" in un progetto nutraceutico ad alta concentrazione nel quale la selezione della materia prima si unisce a formule mirate, ingredienti standardizzati e complessi sinergici.
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