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PANDA NE. UN’ICONA CHE GUARDA AL FUTURO

LA PANDA DIVENTA ELETTRICA: IL VEICOLO PIÙ SOSTENIBILE AL MONDO NASCE DAL RETROFIT L’auto più sostenibile potrebbe essere quella che esiste già. Da questa idea nasce Panda NE, progetto di Nova Energia sviluppato da ElectroFit Systems – start-up innovativa e spin-off del Politecnico di Torino – in collaborazione con diversi partner tecnologici del territorio piemontese. L’iniziativa trasforma una delle utilitarie più amate di sempre, la Fiat Panda, in un veicolo completamente elettrico attraverso un sistema di retrofit industrializzato. Invece di produrre nuove vetture, con il relativo consumo di materie prime ed energia, Panda NE dà nuova vita a un’auto esistente convertendola alla trazione elettrica. Il risultato è una city car elettrica che conserva il carattere originale della Panda, reinterpretato in chiave contemporanea: semplice, funzionale, economica e perfetta per la mobilità urbana. Il progetto propone un nuovo approccio alla transizione energetica: non solo nuove auto elettriche, ma riqualificazione di quelle esistenti. Un approccio che valorizza il patrimonio automobilistico italiano, coniugando innovazione, sostenibilità e memoria industriale.

I SOGNI NON VANNO IN PENSIONE: GLI OSPITI DELLA RSA VILLA CENACOLO ESPONGONO LE LORO OPERE ARTISTICHE

Dal 4 al 26 aprile 2026 a Lentate sul Seveso (MB) una mostra aperta a tutta la cittadinanza C’è un momento della vita in cui si smette di sognare? La risposta arriva da Lentate sul Seveso, dove gli ospiti della RSA Villa Cenacolo del gruppo emeis Italia dimostrano che non è mai troppo tardi per scoprire — o riscoprire — il proprio talento creativo. Dal 4 al 26 aprile 2026, la RSA Villa Cenacolo (Piazza S. Vito 33) apre le sue porte alla cittadinanza con la mostra “Gli Artisti di Villa Cenacolo”, un’esposizione gratuita che racconta un percorso sorprendente di espressione, identità e rinascita attraverso l’arte. Il progetto nasce all’interno di un laboratorio artistico che, negli ultimi quattro anni, ha coinvolto gli ospiti del Nucleo 5 in un’esperienza che va ben oltre il semplice disegno o la pittura. Qui, l’arte si è trasformata in uno strumento di relazione, scoperta e condivisione, capace di far emergere emozioni, ricordi e nuove consapevolezze. “Gli Artisti di Villa Cenacolo” è quindi molto più di una mostra: è un invito a cambiare prospettiva sull’età, sulla creatività e sul ruolo delle RSA nella società contemporanea.   Ingresso gratuito – aperto a tutta la cittadinanza Informazioni mostra: 📍 RSA Villa Cenacolo Piazza S. Vito 33, Lentate sul Seveso

TORINO CORRE VERSO IL RECORD: OLTRE 7500 RUNNER PER LA MEZZA E LA DIECI

Sarà un’edizione da record quella de La Mezza e La Dieci di Torino 2026, le due manifestazioni organizzate da Base Running in programma il 19 aprile, che tornano a colorare le strade del capoluogo piemontese con numeri mai raggiunti prima: oltre 7500 iscritti, a conferma della crescita costante e dell’attrattività dell’evento nel panorama podistico nazionale e internazionale. Un appuntamento che in 11 anni si è affermato ben oltre i confini italiani, attirando runner provenienti da diversi Paesi europei, tra cui Spagna, Francia e Germania, e contribuendo a rafforzare il ruolo di Torino come destinazione sportiva di rilievo. La partenza è fissata alle ore 8.30 da Piazza Vittorio Veneto, da cui gli atleti si muoveranno lungo un tracciato veloce e scenografico. Il percorso si sviluppa inizialmente lungo Lungo Po Diaz e Corso Cairoli, proseguendo verso Corso Vittorio Emanuele II e quindi su Corso Massimo d’Azeglio, fino all’ingresso nel sottopasso Dogliotti. Dopo il passaggio da Corso Bramante e dalla rotonda di Piazza Polonia, i runner imboccano Corso Unità d’Italia dirigendosi verso l’area sud della città e l’ingresso nel Parco del Valentino. Qui il tracciato si snoda tra Viale Thaon di Revel, Viale Medaglie d’Oro, Viale Crivelli e Viale Virgilio, con l’attraversamento dell’Arco del Valentino, uno dei punti più suggestivi della gara. Il percorso alterna tratti urbani veloci a segmenti immersi nel verde, riportando poi gli atleti lungo Corso Cairoli, Via Maria Vittoria e Via Bonafous, prima di ricollegarsi a Corso Vittorio Emanuele II e Corso Massimo d’Azeglio. La seconda parte riprende l’asse verso sud con il passaggio nel sottopasso Dogliotti, lungo Corso Unità d’Italia e nell’area del Museo dell’Automobile, includendo il tratto in prossimità della passerella del Palavela e del Lingotto, prima del rientro verso il centro. Gli ultimi chilometri si sviluppano ancora tra i viali del Parco del Valentino, come Viale Revel e Viale Virgilio, per poi costeggiare il Po su Lungo Po Diaz e rientrare nel cuore cittadino attraverso Via Principe Amedeo, Via Accademia Albertina e Via Po, fino al traguardo in Piazza Vittorio Veneto. Già annunciati i primi tre top runner: il kenyano Jacob Kosgei Kipkorir che correrà con il pettorale nr. 1 (personale 1h00’22”), con il nr. 2 il kenyano Simon Dudi Ekidor (personale 1h01’23”) e dal Burundi, con il pettorale nr. 3, Jean Marie Vianney Nyiomukiza (personale 1h01’45”) Elemento distintivo dell’edizione 2026 è la medaglia ufficiale, un omaggio autentico all’identità torinese. Protagonista è il Turet, la storica fontanella verde che da oltre 160 anni caratterizza i marciapiedi cittadini. Dal 1862 disseta chiunque ne abbia bisogno ed è diventato per i runner un punto di riferimento costante, un alleato durante gli allenamenti e lungo ogni uscita. Da questo simbolo nasce il concept della medaglia, che unisce il verde torinese, lo skyline cittadino e la scarpa da corsa, trasformando il riconoscimento finale in un racconto visivo del legame profondo tra Torino e la corsa. “Aver superato la quota dei 7500 iscritti – dichiara l’Assessore allo Sport Domenico Carretta - racconta di quanto questo evento sia entrato nel cuore della città e nel panorama internazionale dei grandi appuntamenti sportivi. Correre tra le nostre strade, passando per il parco del Valentino fino al traguardo di piazza Vittorio, significa trasformare la fatica in stupore, lasciando che la bellezza di questa città detti il ritmo fino all’arrivo. Ma il valore più profondo di questa edizione risiede nelle storie che ospiteremo: la presenza di Damiano, a un anno dal trapianto, e la straordinaria vitalità di Giuseppe, che a 90 anni continua a correre, ci ricordano che lo sport è il più potente strumento di rinascita e di riscatto". Lungo le strade della Mezza di Torino non scorrono solo chilometri: si intrecciano storie, emozioni e percorsi di vita che rendono questa gara unica.  Tra queste, quella di Damiano, che correrà a un anno dal suo trapianto di cuore. Cinquant’anni, una miocardite fulminante e il trapianto come unica possibilità di salvezza. La corsa amatoriale fa parte della vita di Damiano da sempre, ed è ora un aiuto fondamentale per il suo recupero dopo l’intervento. Insieme a lui corrono i medici delle Molinette che lo stanno curando e il professor Mauro Rinaldi, Direttore del Centro Trapianti di Cuore e Polmone dell’AOU Città della Salute e della Scienza e Presidente della Fondazione DOT – Donazione Organi Trapianti, ente che lavora per sensibilizzare le persone sull’importanza della donazione di organi, tessuti e cellule, senza la quale i trapianti non sarebbero possibili. Quella di Damiano è una testimonianza di forza e rinascita che assume un significato ancora maggiore proprio in occasione del 19 aprile, Giornata Nazionale della donazione e trapianto 2026, diventando un messaggio di speranza e di fiducia per tutti. Accanto a lui, un’altra storia straordinaria è quella di Giuseppe Damato, che ha compiuto 90 anni lo scorso 9 gennaio. Nato a Torino il 9 gennaio 1936, Giuseppe ha coltivato per tutta la vita una grande passione per il ciclismo, disciplina nella quale ha militato nelle categorie esordienti, allievi, dilettanti e veterani. In sella alla sua bicicletta ha compiuto imprese significative, come il viaggio da Torino a Napoli andata e ritorno, e ha affrontato tutti i passi dolomitici, tornando nei luoghi della sua infanzia a Cortina, dove era sfollato durante la guerra. A 73 anni ha iniziato a correre, senza più fermarsi: ha già portato a termine 15 maratone e quella di Torino sarà la sua 23ª mezza maratona, esempio concreto di passione e longevità sportiva. La Mezza e la Dieci si corrono il 19 aprile ma la festa inizierà già giovedì 16 aprile con un allenamento gratuito aperto a tutti, in collaborazione con Mizuno che darà ai partecipanti di testare le scarpe, per prepararsi alla gara e con un party. venerdì e sabato in Via Lagrange angolo via Soleri sarà allestito il Race Village, che domenica si sposterà in Piazza Vittorio.  E proprio nel Race Village gli atleti avranno a disposizione i fisioterapisti dell’Ospedale Koelliker, nel pre e post gara. L’evento è realizzato con il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte, con il supporto degli sponsor Crai, Mizuno, Acqua Mood, 3 Power, Reale Mutua e Powerade, partner che contribuiscono a rendere possibile una manifestazione sempre più partecipata e di respiro internazionale, capace di coniugare sport, partecipazione e valorizzazione del territorio, trasformando la città in un grande palcoscenico a cielo aperto. Charity partner dell’iniziativa Sport Senza Frontiere che nasce nel 2011 con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e la disuguaglianza sociale, attraverso progetti che utilizzano lo sport come strumento di inclusione, crescita armonica ed emancipazione di minori a rischio e/o in situazione di povertà ed emarginazione sociale. www.baserunning.it

IN PIAZZA CLN ARRIVA IL POP UP DEL TIRAMISÙ FIRMATO ALBERTO MARCHETTI

Per tutti gli amanti del gelato, Piazza CLN a Torino fa ormai rima con Alberto Marchetti. E da oggi, per tutti i golosi, oltre a Casa Marchetti c’è un nuovo numero civico da segnare in agenda: arriva infatti il pop up store interamente dedicato al tiramisù, un invito irresistibile a lasciarsi conquistare uno dei dolci più amati di sempre. Fino al 21 giugno, in Piazza CLN 237 Il cuore della città si accende di colori, profumi e dolcezza con uno spazio interamente dedicato a un dessert che ha già conquistato il cuore – e il palato – di molti. Qui il tiramisù non è solo un dolce, ma un piccolo rito quotidiano di felicità, dove la tradizione incontra la memoria e si trasforma in poesia, in pieno stile Marchetti: autentico, essenziale, sincero. Solo ingredienti scelti con cura e gesti semplici danno vita a una crema morbida al mascarpone, a un caffè intenso e a savoiardi artigianali prodotti dal biscottificio sardo della famiglia Giovanni Moro a Fonni, nel cuore della Barbagia, secondo una ricetta tramandata da tre generazioni fatta di uova fresche, zucchero e farina, lavorati con metodi ancora artigianali. Dall’incontro tra il Piemonte e la Sardegna nasce così un equilibrio perfetto, dove ogni assaggio racconta una storia di autenticità e rispetto per le cose fatte bene, senza eccessi, ma con una verità di gusto che sorprende e rassicura allo stesso tempo. Lo store, coloratissimo e scenografico, accoglie i visitatori in un’esperienza immersiva, arricchita da scaglie di cioccolato giganti che scendono dal soffitto come un omaggio alla creatività e all’ultima creazione di Marchetti: il Tiramisù Insuperabile, una versione speciale con scaglie di cioccolato che il maestro gelatiere ha voluto creare per gli Insuperabili, l’associazione che sostiene persone con disabilità nello sport e nella vita quotidiana, trasformando ogni assaggio in un contributo reale di inclusione e valore condiviso.   da non perdere i grandi classici Tiramisù e Zabasù, la golosa proposta che unisce la delicatezza della crema alla personalità dello zabaione, per un profilo aromatico più ricco e lievemente più strutturato. Il risultato è un dessert cremoso e avvolgente, in cui la nota calda dello zabaione si integra con equilibrio alla dolcezza degli altri ingredienti. Pop Up Store Tiramisù è un invito a fermarsi, a lasciarsi sorprendere e riscoprire il piacere delle cose fatte bene: Piazza CLN si conferma così un luogo dove, grazie ad Alberto Marchetti, il gusto incontra la qualità, e ogni assaggio diventa un’esperienza da ricordare.  www.albertomarchetti.it

COCCONATO BELL’E BUONO. UN PROGETTO D’AMORE PER UN BORGO AUTENTICO DEL MONFERRATO

Cocconato d’Asti è un luogo che ha sempre saputo parlare al cuore. Un borgo collinare nel Monferrato astigiano, vivo, accogliente, pieno di bellezza autentica. Qui, tra le colline, i boschi, i vigneti e le eccellenze enogastronomiche, si respira da sempre un’armonia rara, fatta di storia, natura e cultura. Non a caso è uno dei Borghi più belli d’Italia. Da questo contesto nasce “Cocconato bell’e buono”, un progetto che non vuole cambiare Cocconato ma valorizzare ciò che c’è, aggiungendo nuove energie, visioni e stimoli. L’idea è di Alberto Marchetti, imprenditore torinese, gelatiere innamorato di Cocconato fin da ragazzo, che insieme a Fabio Digilio (Diecicento) e Leo Longo (Bicierin) ha dato vita alla Combriccola Marchetti, pensata per proporre un modo di fare impresa attento alle persone, al paesaggio, al territorio. «Sono tornato in queste colline per cercare una seconda casa e ho ritrovato un mondo vivo e pieno di memoria. Non ho trovato la casa, ma ho trovato un progetto che mi fa sognare: creare il primo Villaggio Diffuso della Riviera del Monferrato» – racconta Alberto Marchetti.

UNA VELA PER IL CUORE 2026 IL VIAGGIO DELLA PREVENZIONE TORNA SULLE PICCOLE ISOLE

Cardioteam – Una vela per il cuore, la campagna di prevenzione cardiovascolare promossa dalla Cardioteam Foundation con il sostegno della Fondazione Sanlorenzo, spiega le vele per il terzo anno consecutivo e si dirige verso le piccole isole, dove la prevenzione sanitaria stenta ad arrivare. Dopo il successo delle edizioni precedenti, il progetto torna in mare con un nuovo viaggio dedicato alla prevenzione e alla solidarietà. Da fine marzo a ottobre attraverserà il Tirreno facendo tappa nelle piccole isole italiane, territori straordinari ma fragili dove l’accesso ai servizi sanitari può essere complesso e discontinuo. Quattordici tappe, oltre sei mesi di navigazione e migliaia di miglia nautiche da percorrere per portare la prevenzione direttamente nelle comunità isolane. Il team di medici ed ecocardiografisti salperà a bordo di Serena da Punta Ala (GR), dando via al tour 2026 il 30 marzo all’Isola d’Elba, prima tappa di un itinerario che toccherà, come lo scorso anno, alcune delle isole più suggestive del Mediterraneo italiano: dall’Isola del Giglio a Ponza, da Ventotene a Ischia, fino a Capri e Procida. Nel cuore dell’estate la missione di prevenzione proseguirà tra le Isole Eolie, con uno screening camper attivo a Vulcano e Lipari, per poi raggiungere le Isole Egadi e Trapani. Dopo la pausa di agosto la navigazione riprenderà verso sud con Pantelleria e Lampedusa, per concludersi in Sardegna tra Cagliari, Sant’Antioco, Alghero e La Maddalena, alla fine di ottobre. Il cuore della campagna è il Tree Screening, un modello di prevenzione completamente gratuito che unisce simbolicamente due rami dello stesso albero della vita: cuore e cervello. Gli esami proposti comprendono l’ecocardiogramma, che consente di studiare in modo completo la struttura e la funzionalità del cuore – dalla capacità contrattile dei ventricoli alla funzione delle sue 4 valvole, alla presenza di eventuali infarti pregressi – e l’ecocolor Doppler dei tronchi sovraortici, un’indagine ecografica delle carotidi che portano il sangue al cervello e che permette di analizzare struttura, spessore delle pareti e flusso sanguigno, contribuendo alla prevenzione del rischio di ictus. Una vela per il cuore è un viaggio di mare, vento e incontri, nato da un’idea semplice e potente: portare la prevenzione tra le persone. Una barca a vela diventa così un ambulatorio galleggiante, dove cardiologi, ecografisti, skipper e volontari offriranno ecocardiogrammi gratuiti con tecnologie all’avanguardia. Ogni approdo sarà un piccolo presidio sanitario a disposizione, su appuntamento, di tutti gli isolani tra i 50 e i 75 anni, portando informazioni su stili di vita, alimentazione, attività fisica e controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare. L’iniziativa nasce dalla visione del cardiochirurgo Marco Diena, presidente della Cardioteam Foundation, che dal 2010 promuove progetti di prevenzione cardiovascolare su tutto il territorio nazionale. Da qualche anno, con Una vela per il cuore questo impegno ha preso la via del mare e sui suoi ambulatori medici itineranti – camper e barca a vela – sono stati effettuati circa 24.000 screening gratuiti nelle piazze e nei porti di oltre 80 città italiane, portando prevenzione e cultura della salute direttamente tra le persone. “Serena”, la barca a vela che girerà il Tirreno portando la prevenzione nei porti, è un Azuree 40 di proprietà di due appassionati velisti, Raphael e Silvia Sicouri, figli del grande Pierre, che hanno incrociato il progetto quasi per caso nel 2025 e, per il secondo anno consecutivo, hanno generosamente deciso di trasformare la loro barca nel quartier generale marino di Cardioteam e di far parte dell’equipaggio di Una vela per il cuore. Partecipare alla campagna è semplice: le persone tra i 50 e i 75 anni potranno prenotare il proprio ecocardiogramma gratuito consultando il calendario sul sito ufficiale del progetto, https://www.unavelaperilcuore.it/. L’agenda delle visite sarà disponibile nei giorni precedenti l’arrivo della barca in ogni porto. Chiunque potrà inoltre sostenere il viaggio della prevenzione contribuendo con una donazione e “offrendo” simbolicamente una o più miglia nautiche, aiutando l’imbarcazione a continuare il suo percorso lungo le rotte della solidarietà (https://www.retedeldono.it/progetto/cardioteam-una-vela-il-cuore-0). “Siamo orgogliosi ed emozionati di riprendere la via del mare per la terza volta con questo progetto a sostegno della prevenzione nelle isole” dichiara Marco Diena, presidente di Cardioteam Foundation. “Quattordici tappe e sei mesi di navigazione per un nuovo viaggio straordinario per portare prevenzione in quei territori dove l’assistenza medica e non solo è spesso difficile o preclusa”. “Il nuovo progetto Una vela per il cuore è profondamente vicino alla nostra mission e alla nostra sensibilità” sottolinea Massimo Perotti, tra i fondatori di Fondazione Sanlorenzo. “Con i miei figli Cecilia e Cesare, abbiamo deciso di creare Fondazione Sanlorenzo per sostenere le comunità isolane nell’accesso ai propri bisogni fondamentali, come l’istruzione, la mobilità, l’imprenditoria locale: quello dell’accesso alla prevenzione e alle cure mediche è forse il diritto più importante e siamo orgogliosi di dare il nostro contributo sostenendo Cardioteam, proprio partendo dal nostro territorio, la Liguria.” “L’iniziativa ‘Una vela per il cuore’ unisce perfettamente realtà a me molto care: il mare, la vela e la prevenzione” commenta il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, presente all’inaugurazione del progetto. “Portare gli strumenti e i professionisti della salute nelle località isolane, dove può essere difficile raggiungere con facilità i presidi sanitari, è davvero una missione preziosa, perché prevenzione e screening sono i pilastri di un futuro all’insegna della salute”. Cardioteam – Una vela per il cuore è ideato da Cardioteam Foundation con la Fondazione Sanlorenzo come co-promotore e il sostegno di Welfareteam, azienda che organizza questi stessi screening come welfare aziendale e qui come main partner, insieme ai partner ANCIM, Creo Studios e Maybe, con il supporto di Intesa Sanpaolo. UNA VELA PER IL CUOTRE: LE TAPPE DEL VIAGGIO 2026 30 marzo- 17 aprile Elba 20 aprile – 1 maggio Giglio 4 - 15 maggio Ponza 18 - 22 maggio Ventotene 25 maggio - 5 giugno Ischia 8 - 19 giugno Capri/Procida 22 giugno- 17 luglio SCREENING CAMPER Vulcano/Eolie 20 - 31 luglio Egadi/Trapani 31 agosto- 11 settembre Pantelleria 14 - 25 settembre Lampedusa 28 settembre - 16 ottobre Cagliari/Sant’Antioco 19 - 30 ottobre Alghero/La Maddalena

LA PRIMAVERA SBOCCIA IN FATTORIA: TORNANO I LABORATORI INCLUSIVI PER FAMIGLIE ALLA FATTORIA SOCIALE PAIDEIA

A Baldissero Torinese (TO) e Caramagna Piemonte (CN) ripartono gli appuntamenti della bella stagione alla Fattoria Sociale Paideia: esperienze all’aria aperta, attività creative e incontri con gli animali per vivere la natura insieme e sostenere i progetti solidali di Fondazione Paideia. È arrivata la primavera alla Fattoria Sociale Paideia, il progetto di agricoltura sociale promosso da Fondazione Paideia che da oltre trent’anni sostiene bambini con disabilità e le loro famiglie. Tra le colline torinesi e la campagna cuneese, le due sedi della fattoria, riapre il calendario delle attività con una serie di laboratori pensati per far incontrare natura, gioco e inclusione. Il programma accompagna bimbi e famiglie alla scoperta delle galline e del ciclo delle uova, delle api e del miele, fino alle erbe spontanee e agli asini, con esperienze educative pensate per avvicinarsi agli animali con rispetto e curiosità. La Fattoria Sociale Paideia è un luogo aperto a tutti, nato per favorire l’incontro tra famiglie e costruire occasioni di condivisione senza barriere. Gli spazi e le attività sono progettati per essere accessibili e accoglienti anche per i bambini con disabilità, con l’obiettivo di creare momenti di gioco, apprendimento e relazione tra tutte le famiglie. Tutte le date e le modalità di partecipazione agli eventi già in calendario sono disponibili su: www.fattoriasocialepaideia.it/eventi

CAREGIVER FAMILIARI: IN SENATO UN INCONTRO PER PASSARE “DAI BISOGNI AI DIRITTI”

Roma, 17 marzo 2026 Si è svolto martedì 17 marzo 2026 presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani - Presidenza del Senato della Repubblica l’incontro “Voce al caregiver. Dai bisogni ai diritti: sostenere l’autodeterminazione delle famiglie delle persone con disabilità” dedicato all’approfondimento del tema dei Caregiver Familiari. L’iniziativa è nata su proposta della Senatrice Ilaria Cucchi, che ha invitato Cecilia Sorpilli ed Eleonora Boarini, fondatrici del progetto “Voce al Caregiver”, a promuovere una giornata di informazione e riflessione, riconoscendo la loro consolidata esperienza professionale maturata al fianco delle famiglie delle persone con disabilità. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto ad alto valore simbolico e politico, volto a portare nelle sedi istituzionali le voci dei caregiver familiari – in particolare dei genitori di persone con disabilità – raccolte attraverso percorsi di ascolto, narrazione e restituzione pubblica. Dai bisogni ai diritti: un cambio di paradigma non più rinviabile verso l’autodeterminazione Con il titolo dell’iniziativa – “Dai bisogni ai diritti: sostenere l’autodeterminazione delle famiglie delle persone con disabilità” – Cecilia Sorpilli ed Eleonora Boarini hanno voluto esprimere con chiarezza l’obiettivo centrale dell’incontro: affermare in modo concreto il superamento del paradigma dei “bisogni” a favore di un approccio fondato sui diritti umani (human rights approach), già sancito nel nostro ordinamento dal 2009, anno di ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006. Dall’ascolto delle famiglie emergono richieste ricorrenti di supporto, sollievo, servizi adeguati, informazioni chiare, tempo e riconoscimento. A queste esigenze strutturali non è più possibile rispondere con interventi frammentari o emergenziali: è necessario adottare uno sguardo nuovo e condiviso, fondato sul pieno riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità come cittadini e cittadine nel mondo di tutti. L’autodeterminazione delle persone con disabilità rappresenta una condizione essenziale non solo per la loro libertà, ma anche per quella dei loro familiari, come affermato nel Manifesto per la Vita Indipendente dell’ENIL (European Network on Independent Living).
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