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SUN CARE: L’ESTATE DI WITT È TUTTA UNA QUESTIONE DI PRINCIPI (ATTIVI)

L'estate arriva sempre con le stesse certezze: vacanze, caldo, voglia di stare all’aperto e quella lista di cose da mettere in borsa in cui i solari occupano immancabilmente il primo posto. Ed è esattamente qui che entra in scena Witt, il brand italiano di cosmesi naturale che da decenni lavora con ingredienti di qualità per prendersi cura della pelle in modo gentile ed efficace. La loro Linea Solari è una risposta concreta a chi cerca protezione sicura, formule naturali e texture pensate per essere piacevoli ad ogni applicazione. Cinque prodotti che proteggono e, contemporaneamente, nutrono.   LATTE SOLARE SPRAY SPF 50+ con Aloe e Cocco La texture spray leggera, arricchita con Aloe vera e Olio di Cocco, si distribuisce in modo uniforme su viso e corpo, si assorbe rapidamente e non lascia quell'effetto colloso che spesso trasforma l'applicazione della crema solare in un momento sgradevole. La sensazione sulla pelle è fresca, quasi impalpabile. Un must per chi ha la carnagione chiara, per i bambini e per chi semplicemente non vuole rischiare. 21,00 € LATTE SOLARE SPRAY SPF 30+ con Cocco e Lampone La combinazione di Olio di Cocco e estratto di Lampone, quest'ultimo naturalmente ricco di antiossidanti, offre una protezione efficace accompagnata da un'azione nutriente che lavora mentre ci si abbronza. Il profumo è quello dell'estate: fruttato, caldo, evocativo. 21,00 € OLIO SOLARE SPRAY SPF 50 con Argan e Karitè L'Olio Solare Spray SPF 30 unisce l'Olio di Argan al Bisabololo — un principio attivo di origine naturale (si ricava dalla camomilla) con spiccate proprietà decongestionanti e lenitiva — in una formula pensata per le pelli sensibili o per chi è già abbronzato e vuole mantenere un colorito uniforme senza stressare il derma. Perfetto per il corpo, ma anche per il viso di chi ha una carnagione mista o tendente al rossore. 21,00 € LATTE DOPOSOLE SPRAY Il momento del doposole è spesso il più trascurato della routine estiva, sebbene sia forse il più importante: è allora che la pelle, dopo ore di esposizione, ha bisogno di essere riequilibrata, reidratata, lenita. Il Latte Doposole Spray ha una formula generosa: 20% di Gel di Aloe vera purissimo per un'azione idratante e lenitiva immediata, Burro di Karitè per nutrire in profondità, Mentolo per quella sensazione di fresco che d'estate non ha prezzo, e Pantenolo che aiuta la pelle a ritrovare la sua morbidezza naturale. La texture spray è leggera, si assorbe in pochi secondi, non macchia. Prolungando la durata dell'abbronzatura mentre previene l'invecchiamento cutaneo, è il prodotto che trasforma la fine di una giornata al sole in un rituale di bellezza, non in un rimedio dell'ultimo momento. 18,00 €   Per info e acquisti: https://www.witt.it/

UN GRADO E MEZZO 2026. IL FESTIVAL SU CLIMA E AMBIENTE

Le montagne raccontano il futuro del pianeta con impressionante chiarezza. I ghiacciai che arretrano, le foreste che cambiano, la neve sempre più fragile e la trasformazione degli ecosistemi alpini rendono visibile, prima che altrove, l’impatto della crisi climatica. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce la quarta edizione di UN GRADO E MEZZO, il festival dedicato a clima e ambiente che nel 2026 torna tra Torino, Bardonecchia e Oulx con un programma di incontri, esperienze immersive, divulgazione scientifica e attività per tutte le età. Si parte il 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, e si prosegue con un ricco calendario di appuntamenti fino al 30 luglio. Il titolo richiama la soglia cruciale indicata dall’Accordo di Parigi: limitare l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali per evitare conseguenze climatiche irreversibili. Il festival, ideato dall’Associazione CentroScienza nell’ambito delle Settimane della Scienza, trasforma quel numero in qualcosa di concreto, vicino, tangibile. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è semplice quanto urgente: “Se le montagne stanno bene, stiamo bene anche noi”. Le terre alte non sono soltanto paesaggi da ammirare: custodiscono acqua dolce, biodiversità, equilibri climatici ed economie locali. Proteggere gli ecosistemi montani significa quindi proteggere anche le città, le comunità e la qualità della nostra vita. A guidare il racconto scientifico del festival è la climatologa Elisa Palazzi, curatrice scientifica della manifestazione e Presidente del Comitato Scientifico dell’associazione CentroScienza, che insieme a ricercatori, divulgatori, artisti e studiosi accompagnerà il pubblico in un viaggio tra dati scientifici, esperienze sul territorio e nuove forme di narrazione ambientale. Torino sarà uno dei cuori pulsanti del festival, con incontri ospitati al Museo Nazionale della Montagna dedicati al rapporto sempre più stretto tra ambiente alpino e vita urbana. Si parlerà di resilienza climatica, foreste, risorse idriche e trasformazioni del territorio attraverso dialoghi che intrecciano scienza, cultura e ambiente. Tra gli ospiti attesi ci saranno lo scrittore e alpinista Enrico Camanni, il forestale Giorgio Vacchiano e il divulgatore scientifico Marco Ferrari. Uno degli appuntamenti più suggestivi sarà la visita narrata al Museo della Montagna con Elisa Palazzi e Antonello Provenzale: un percorso che unisce divulgazione scientifica e osservazione del paesaggio per leggere le montagne come autentiche sentinelle del cambiamento climatico, fino alla terrazza panoramica che domina Torino e l’intero arco alpino. Tanti gli appuntamenti diffusi in città: dai talk con scienziati ed esperti alle attività per famiglie in collaborazione con CNR di Torino e gli Orti Generali. A Bardonecchia e Oulx il festival entrerà nel cuore dell’esperienza alpina. Tra gli eventi più attesi, il dialogo open air tra Elisa Palazzi e Marco Paolini, i talk tematici e i laboratori dedicati alle famiglie come quello con la fumettista e attivista Alessia Iotti aka Alterales o quelli realizzati da CentroScienza in collaborazione con Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Atteso anche l’appuntamento in alta quota con il climatologo Luca Mercalli al Bivacco del Sommeiller, a circa 3.000 metri di altitudine, davanti ai resti del ghiacciaio del Sommeiller. Un incontro volutamente a numero limitato, pensato per ridurre l’impatto ambientale e permettere ai partecipanti di osservare da vicino le trasformazioni della montagna Il festival dedica grande attenzione anche ai più giovani e alle famiglie con laboratori e attività creative e percorsi educativi pensati per avvicinare e sensibilizzare bambini e ragazzi ai temi dell’ambiente e della sostenibilità in modo accessibile e coinvolgente. Accanto agli incontri scientifici, spazio anche alla fotografia e alla dimensione visiva del cambiamento climatico. La mostra Sottoterra di Jacopo Pasotti accompagnerà il pubblico in un viaggio tra Islanda, Ande e ambienti estremi, esplorando il dialogo invisibile tra microrganismi e territorio attraverso immagini sospese tra ricerca scientifica e arte contemporanea. Più che un festival, Un Grado e Mezzo si conferma un laboratorio culturale diffuso che invita a ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Perché osservare ciò che accade alle montagne significa comprendere, con sempre maggiore urgenza, ciò che sta accadendo al nostro futuro. https://www.ungradoemezzo.it  

PROCLAMATI I VINCITORI DEL PREMIO NAZIONALE GIOVEDÌSCIENZA 2026

La ricerca scientifica nasce nei laboratori, cresce nel confronto accademico e si misura attraverso il valore dei suoi risultati. Oggi trova nuova forza nella capacità di dialogare con la società attraverso linguaggi innovativi e forme di comunicazione sempre più efficaci, nello spirito imprenditoriale e nel trasferimento tecnologico, strumenti fondamentali per trasformare la conoscenza in innovazione e creare connessioni tra università, imprese e cittadini. Tutto questo è il Premio Nazionale GiovedìScienza! Giovedì 28 maggio, nella Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze di Torino, si è svolta la proclamazione del vincitore della XV edizione del Premio Nazionale GiovedìScienza. A trionfare è stato Gianluca Serra, Dottorando in Scienza dei Materiali al Politecnico di Milano, con una ricerca sui dispositivi fotovoltaici dal titolo “Un’antenna molecolare che cattura tutti i colori della luce”. Tra cento candidature arrivate da quattordici regioni italiane, il percorso del Premio ha selezionato dieci giovani studiosi under 35, cinque donne e cinque uomini, rappresentativi dell’ampio panorama della ricerca italiana contemporanea. Dalle terapie oncologiche alle neuroscienze, dalle trasformazioni sociali alle tecnologie per l’energia sostenibile, fino agli studi sull’evoluzione del paesaggio e sui processi microbiologici: discipline diverse accomunate da un obiettivo, mettere il sapere in dialogo con la società. A contendersi il riconoscimento finale sono stati Giorgia Ailuno dell’Università di Genova, Giada Bianchetti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Lorenzo Brocada dell’Università di Genova, Gloria Leva dell’Università di Trento, Massimiliano Lucidi dell’Università Roma Tre, Chiara Lucifora dell’Università Link di Roma, Lorenzo Mannocci dell’Università di Pisa, Angelica Oian dell’Università di Padova, Marco Martino Rosso del Politecnico di Torino e Gianluca Serra del Politecnico di Milano. Il Premio GiovedìScienza ha una particolarità che lo distingue da molti altri riconoscimenti dedicati alla ricerca: a essere valutata è la qualità scientifica del lavoro svolto e anche la capacità di comunicarlo. A decretare il vincitore sono infatti due giurie complementari. Da una parte la Giuria Tecnica, composta da esperti di comunicazione scientifica; dall’altra la Giuria Popolare, formata da studenti e studentesse chiamati a misurare l’efficacia del dialogo tra ricerca e pubblico. Un doppio sguardo che riconosce un dato sempre più evidente: la scienza contemporanea richiede sia competenze altamente specialistiche sia strumenti narrativi in grado di rendere comprensibili temi complessi senza impoverirli. E proprio nella fase finale del Premio questa dimensione è emersa con forza. La validità scientifica dei dieci progetti finalisti è apparsa elevata e trasversale. A fare la differenza, inevitabilmente, sono stati gli elementi legati alla presentazione: chiarezza espositiva, capacità di sintesi, costruzione del racconto, gestione del tempo e abilità nel coinvolgere il pubblico. In altre parole, il public speaking come competenza integrante del lavoro scientifico. LA RICERCA VINCITRICE “Un’antenna molecolare che cattura tutti i colori della luce”, la ricerca di Gianluca Serrache si è aggiudicata il primo posto dell’edizione 2026 del Premio Nazionale GiovedìScienza prende spunto dai meccanismi con cui le piante catturano l’energia solare attraverso la clorofilla, molecola in grado di assorbire soltanto specifiche lunghezze d’onda della luce. Modificando la struttura di queste molecole e integrandole con componenti di grafene, è stato possibile ottenere una “antenna pancromatica” capace di catturare quasi tutti i colori della luce. Lo studio combina simulazioni computazionali ed esperimenti di laboratorio per analizzare le proprietà ottiche di queste strutture bio-ispirate, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo di materiali avanzati per la raccolta e la conversione dell’energia solare. Nella ricerca di Serra si parla inoltre dello sviluppo di nuove molecole ispirate alla clorofilla naturale, progettate per assorbire una porzione molto più ampia dello spettro luminoso rispetto ai sistemi presenti in natura. Per il ricercatore vincitore il riconoscimento non rappresenta soltanto un traguardo economico, ma anche un’opportunità di ulteriore confronto con il pubblico: Gianluca Serra sarà infatti protagonista di una delle conferenze della stagione GiovedìScienza 2026-2027, entrando così in un percorso che da anni porta la ricerca fuori dagli spazi accademici e dentro il dibattito pubblico. Oltre al Premio GiovedìScienza, del valore di 5 mila euro, sono stati assegnati anche i riconoscimenti collaterali, dal valore di 3 mila euro caduno: il Premio Speciale Elena Benaduce, destinato ai progetti con maggiori ricadute sul benessere e sulla qualità della vita, è stato assegnato a Gloria Leva, Dottoranda in Scienze Biomolecolari Università di Trento CIBIO - Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata, con una ricerca sull’immunoterapia oncologica; il Premio GiovedìScienza Futuro, per il miglior studio di fattibilità, è andato a Simone Pettineo, Conservation Scientist formatosi all’Università di Genova e Ricercatore presso il Politecnico di Torino con il progetto “Lumin Art” che si concentra sulla visione della scienza come strumento per preservare la bellezza del passato; il Premio Impresa sostenibile e digitale, dedicato ai progetti capaci di coniugare sostenibilità e innovazione tecnologica, è stato assegnato a Marco Martino Rosso, Assistant Professor presso Aarhus University in Danimarca con un progetto sul monitoraggio delle infrastrutture. In un’epoca segnata dalla velocità dell’informazione, dalla diffusione di contenuti non verificati e da una crescente complessità delle questioni scientifiche – dalla salute all’ambiente, dall’intelligenza artificiale all’energia – la divulgazione non può più essere considerata una competenza accessoria. Comunicare bene la scienza significa creare fiducia, fornire strumenti di interpretazione e permettere ai cittadini di partecipare in modo più consapevole alle grandi trasformazioni del presente. Ed è forse questo il messaggio più forte emerso dalla finale torinese: il futuro della ricerca non dipende soltanto dalle scoperte che sarà in grado di produrre ma anche dalla capacità di raccontarle. Perché la conoscenza, per diventare davvero patrimonio collettivo, deve prima di tutto essere condivisa.   https://www.giovediscienza.it

TEATRO REGIO TORINO E FILARMONICA TRT: I CONCERTI INFINITE GEOGRAFIE DEL SUONO

I CONCERTI Infinite geografie del suono Dai profumi esotici dell’Oriente alle sfumature del simbolismo francese, dalla grande anima russa ai ritmi iberici e al sinfonismo mitteleuropeo: otto concerti tra grandi classici, riscoperte e linguaggi del presente. Teatro Regio, novembre 2026 - maggio 2027   Dal 12 novembre 2026 al 17 maggio 2027, la Stagione de I Concerti 2026-2027 propone otto appuntamenti dal respiro europeo e dall’anima fortemente eclettica che vedranno alternarsi l’Orchestra del Teatro Regio — affiancata in due programmi dal Coro del Teatro e, in uno di essi, anche dal Coro di voci bianche — e la Filarmonica TRT. Un cartellone che attraversa repertori, epoche e sensibilità differenti, accostando la grande tradizione sinfonica a preziose riscoperte e ai linguaggi del presente. Una stagione poliedrica che supera ogni barriera stilistica e restituisce la musica nella sua natura più autentica: un linguaggio universale capace di mettere in dialogo la memoria del passato, il mistero del sacro, i linguaggi del presente e gli orizzonti del futuro. Una proposta artistica ricca di contrasti e suggestioni, che affianca i grandi classici del repertorio a opere rare e ai linguaggi della contemporaneità, attraversando le grandi architetture del suono, le pulsazioni dell’elettronica, l’intimità del recital pianistico e la forza evocativa delle pagine corali. Sul podio si alternano il Direttore musicale Andrea Battistoni e interpreti di generazioni e sensibilità differenti, come Emmanuel Tjeknavorian, Nicolò Umberto Foron, Felix Mildenberger, Ariane Matiakh e Valentino Corvino. Accanto a loro, voci di prestigio quali Antoinette Dennefeld, Dmitry Korchak, Franco Vassallo e Alisa Kolosova, e solisti d’eccezione come il compositore e sound artist Davide “Boosta” Dileo, la violinista Anna Tifu e il gigante del pianoforte Grigory Sokolov, protagonista di un attesissimo recital a sorpresa. Otto concerti per perdersi e ritrovarsi nelle infinite geografie del suono: dai profumi esotici dell’Oriente alle sfumature preziose del simbolismo francese, dalla grande anima russa ai travolgenti ritmi iberici, fino all’abbraccio romantico del sinfonismo mitteleuropeo.  

BEAUTY DELL’ESTATE: LE “IDEE GENIALI” DI WITT ED ERBORISTERIA MAGENTINA

Sole, salsedine, vento e giornate infinite… mai come d’estate la beauty routine deve essere efficace, mirata e specifica! Erboristeria Magentina -brand di fitocosmesi 100% Made in Italy- e WITT -specializzato nella detergenza ecologica e nella cosmetica naturale- presentano alcuni prodotti “geniali”, perfetti per la stagione estiva. CREMA ANTI-SFREGAMENTO di Erboristeria Magentina, ricca di sostanze funzionali lenitive e protettive per preservare la pelle delle zone più facilmente soggette a sfregamento ed a rossori formando una barriera lenitiva che riduce l’attrito e permette alla pelle la fisiologica respirazione. 100 ml, 18.50 euro https://www.erboristeriamagentina.it/it/magentina-derm/1250-crema-anti-sfregamento-magentina-derm.html PERLE DI CAROTA ABBRONZATURA INTENSA di WITT, integratore alimentare che favorisce l’abbronzatura intensa e la resistenza della pelle ai raggi solari, contrastando le rughe e migliorando la luminosità della pelle e la vista. 50 perle, 16 euro https://www.witt.it/benessere-cosmetici-detersivi/carota-50-perle/ SPUMA DETERGENTE INTIMA SENZA RISCIACQUO di Erboristeria Magentina, delicata, lenitiva e anti-odore, ideale per garantire igiene, freschezza e comfort immediati anche fuori casa. 50 ml, 8,50 euro https://www.erboristeriamagentina.it/it/linea-intimamente/1694-spuma-detergente-intimamente.html CISTACTIVE FORTE di Erboristeria Magentina, la linea che comprende bustine trattamento d’urto, compresse e concentrato fluido, il rimedio naturale, pratico e adatto a tutti per contrastare le infezioni urinarie di qualsiasi genere, in particolare quello più diffuso e ricorrente: la cistite. https://www.erboristeriamagentina.it/it/132-cistactive-forte ZANZAR BENEX di Erboristeria Magentina, ZanZar Benex è una linea studiata e progettata per proteggere la pelle dalle punture di zanzare ed insetti. Totalmente sicura per l'uomo, per l'ambiente e per lo stesso insetto, abbiamo utilizzato esclusivamente principi attivi completamente naturali, senza OGM e molecole sintetiche. A base di oli essenziali di Geranio e Citronella, con estratto brevettato di Catalpa e Ledum Palustre, Zanzar Benex è pratica e perfetta per tutta la famiglia. https://www.erboristeriamagentina.it/it/83-zanzar-benex-protezione-naturale-insetti-zanzare   GEL FREDDO NATURAL BENEX di Erboristeria Magentina, rinfresca e dona sollievo immediato alle gambe grazie alla sua piacevole sensazione di freschezza e leggerezza.  200 ml, 19.90 euro https://www.erboristeriamagentina.it/it/natural-benex/68-gel-freddo-natural-benex-gambe-circolazione-stress-vene-varici-22022196.html PIEDI SANI di Erboristeria Magentina. La linea pensata per il benessere dei piedi: Sali Attivi del Mar Morto ideale per pediluvi piacevoli e rilassanti: le proprietà dei sali del Mar Morto donano ai piedi leggerezza, ammorbidendo la pelle e prevenendo screpolature. La Pomata Idratante ricca di principi ad alta azione idratante ideale per mantenere il benessere e la freschezza dei piedi durante tutta la giornata. https://www.erboristeriamagentina.it/it/19-piedi-san Le “idee geniali” firmate WITT ed Erboristeria Magentina sono veri e propri salva-estate: alleati pratici, efficaci e versatili, pensati per accompagnare ogni momento con leggerezza, funzionalità e naturalezza.

CON EMEIS LA CURA HA LE ALI: NELLE RSA E NELLE CLINICHE PSICHIATRICHE NASCONO FARFALLE

Quando una farfalla cambia il modo di curare succede qualcosa che non rientra in una definizione clinica. Sta nello sguardo di chi osserva. E in questi giorni, nelle RSA e nelle Cliniche di riabilitazione psichiatriche del Gruppo emeis Italia sta succedendo davvero. In vista del 22 maggio, Giornata Mondiale della Biodiversità, la natura è entrata nelle strutture non come tema da celebrare ma come esperienza da vivere. Ospiti e pazienti stanno allevando bruchi che diventeranno farfalle, seguendone ogni fase della trasformazione fino alla liberazione nei giardini delle strutture. Il progetto si chiama “Metamorfosi” e nasce da un’idea tanto semplice quanto sorprendete: allevare farfalle per ripensare il modo in cui si parla di cura. Non è un’attività nel senso tradizionale del termine. È un piccolo ribaltamento di prospettiva. Grazie a Smart Bugs, ospiti delle RSA e pazienti delle cliniche psichiatriche diventano custodi di qualcosa che normalmente si guarda da lontano: ricevono kit educativi, si prendono cura dei bruchi, ne seguono la crescita giorno dopo giorno, imparano a riconoscere la sospensione della crisalide, quel momento in cui sembra che non accada nulla, e invece tutto sta già cambiando, fino ad arrivare alla nascita della farfalla. Poi, il gesto più semplice e insieme più potente: la liberazione nei giardini delle strutture. Qualcosa di minimo, quasi invisibile. Eppure carico di significato.

NARRAZIONI PARALLELE FESTIVAL. UN’ESTATE DI MUSICA, ARTE E TEATRO TRA CITTÀ E MONTAGNA

Dal 25 maggio al 15 agosto | Torino, Bardonecchia e Fenestrelle   Musica, teatro, danza e circo contemporaneo si fondono in un unico linguaggio multisensoriale e invadono città e montagna con la seconda edizione di Narrazioni Parallele Festival. Dal 25 maggio al 15 agosto, torna il festival che trasforma i luoghi in esperienze immersive, costruendo un sistema di “narrazioni parallele” che mettono in relazione dimensioni apparentemente distanti: storia e futuro, persona e natura, tradizione e innovazione. Al centro del progetto, la contaminazione tra linguaggi artistici: musicisti di formazione classica dialogano con artisti delle nuove tecnologie, mentre la danza contemporanea e i nuovi linguaggi scenici superano la “quarta parete”, coinvolgendo attivamente il pubblico. Gli spettatori sono parte di un’esperienza che si costruisce nello spazio e nel tempo. Narrazioni Parallele Festival si distingue per un approccio profondamente site-specific. I luoghi, spesso lontani dal concetto tradizionale di palcoscenico, diventano parte integrante della narrazione artistica. Il pubblico è invitato a esplorarli in modo non convenzionale, attraverso un’esperienza definita “a safari”: un percorso libero, in cui cercare, scoprire, ascoltare e interagire. Il festival si sviluppa tra contesti di grande valore paesaggistico e culturale: a Bardonecchia, alla Tur d’Amun e nella borgata di Rochemolles, al Forte di Fenestrelle e a Torino, con appuntamenti alla Fondazione Merz e al Politecnico (Campus Grapes). Sarà proprio al Campus Grapes, nella prima vigna urbana hi-tech al mondo ideata dalla start-up torinese Citiculture all’interno del Politecnico di Torino, che il 25 maggio alle ore 20, si terrà l’evento inaugurale. Una serata affascinante ed insolita che vede la prima assoluta di “Metamorfosi-Sentieri del MIstero” con l’inedita collaborazione tra il giovane oboista portoghese Pedro Pereira de Sà, primo oboe del Teatro alla Scala di Milano e talento emergente della scena internazionale, la Compagnia EgriBiancoDanza, e la musicista elettronica e sound designer Cristina Mercuri: una performance che unisce movimento, musica e tecnologie. Nello spazio di Campus Grapes sospeso tra natura, innovazione e immaginazione, lo spettatore non assiste semplicemente: sceglie, si muove, ascolta, costruisce il proprio racconto attraverso la possibilità di utilizzare in maniera attiva il proprio smartphone per integrare i suoni dal vivo con una ambientazione ascoltata attraverso gli auricolari attraverso un QR Code. Dopo l’anteprima di maggio, il festival entrerà nel vivo dal 1° luglio al 15 agosto, con un calendario diffuso di eventi tra Torino, Fenestrelle e Bardonecchia. Tanti gli artisti coinvolti: Les Farfadais, la celebre compagnia di nouveau cirque francese che porta, in anteprima mondiale, il suo nuovo show; Giuseppe Cederna, attore di cinema e teatro da sempre vicino ai temi del viaggio e della montagna, il fisarmonicista di fama internazionale Richard Galliano; la Compagnia EgriBiancoDanza con un nuovo spettacolo site-specific creato appositamente per il festival, Andraž Golob dei Berliner Philharmoniker; i Not My Value, l’Orchestra sinfonica di Asti, la percussionista Rossana Biribò e tantissimi altri ancora… con una grande sorpresa ancora top secret! La direzione artistica di Narrazioni Parallele Festival è affidata a Willy Merz, compositore e direttore d’orchestra svizzero, figura di rilievo nel panorama contemporaneo internazionale. Sotto la sua guida e con la collaborazione di Claudia Lupo, il festival si propone come incubatore di innovazione nelle performing arts, con una visione già orientata a una dimensione internazionale. A dirigere il Festival Roberto Beccaria, ideatore e storico direttore di Scenario Montagna (di cui NPF è una ulteriore evoluzione). “Con Narrazioni Parallele Festival i luoghi raccontano attraverso le performing arts, il suono ed il gesto si fanno narrazione – dichiara Roberto Beccaria. L’aspetto distintivo del Festival è che è qualcosa di unico: proponiamo spettacoli mai visti prima, e che non vedrete altrove.” “Gli spettacoli di NPF sono non solo site-specific ma costruiti davvero per i luoghi e con le comunità che li abitano: è una sfida, è qualcosa di totalmente diverso dal consueto”, prosegue il direttore artistico Willy Merz. Conclude Claudia Lupo: “Ci divertiamo ad abbattere le barriere, tra musica classica, musica contemporanea e musica elettronica, tra linguaggi performativi, tra artisti e pubblico. NPF è davvero un’esperienza diversa da tutte le altre.” Narrazioni Parallele Festival è un viaggio tra linguaggi e luoghi, un invito a ripensare il rapporto tra arte, spazio e comunità. Un progetto che valorizza i territori anche in chiave turistica, trasformando ogni evento in un’occasione di scoperta e connessione. L’inaugurazione a Campus Grapes rafforza questa visione. All’interno del Politecnico di Torino, il progetto di Citiculture trasforma lo spazio universitario in un laboratorio culturale aperto, dove natura, ricerca e innovazione entrano in relazione con le arti performative. Un contesto che rende evidente la volontà del Festival di superare i confini tradizionali tra arti, saperi e comunità. https://www.narrazioniparallelefestival.it/

CUCINA DECANTO E VINEA RELAIS

A Dogliani, nel cuore più autentico delle Langhe, Cucina Decanto trova la sua dimensione all’interno di Vinea Relais, una struttura contemporanea che interpreta l’ospitalità con misura e coerenza. Qui l’esperienza si costruisce nei dettagli, nell’equilibrio tra cucina e accoglienza, in un racconto che si sviluppa con naturalezza, senza forzature. Vinea Relais interpreta con sensibilità contemporanea l’idea di ospitalità rurale. È un luogo nuovo ma già sorprendentemente consapevole della propria identità: un rifugio essenziale e raffinato, pensato per chi cerca un contatto diretto con il paesaggio senza rinunciare al comfort.
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