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BENVENUTA PILS! METZGER 1848 PRESENTA LA SUA SETTIMA BIRRA

La famiglia di birre di Metzger 1848 si amplia con una nuova referenza: Pils Lager, una birra chiara senza glutine a bassa fermentazione da 5,2% vol. che arricchisce e completa la gamma del marchio nel suo percorso di rilancio. Dal colore giallo dorato e con schiuma compatta e persistente, la Pils Lager è una birra chiara di ispirazione tedesca, prodotta con 100% malto Pilsner e luppoli nobili europei. Limpida e scorrevole, con corpo leggero e profilo equilibrato, esprime eleganti note floreali di fiori bianchi, erbe fresche e spezie delicate. Il finale è fresco e pulito, con un amaro gentile che ne valorizza la grande bevibilità. La ricetta è inoltre priva di glutine, per offrire un’esperienza di degustazione accessibile a un pubblico ancora più ampio. Con questa nuova ricetta Metzger porta a sette le birre della propria collezione, rafforzando un progetto produttivo che unisce tradizione brassicola e visione contemporanea. Il marchio ritrova la propria identità attraverso una filosofia produttiva attuale, che combina artigianalità premium e sostenibilità. La produzione privilegia materie prime selezionate, tra cereali e luppoli di alta qualità, e adotta soluzioni attente all’ambiente: fusti in acciaio e vetro a rendere, etichette in carta riciclata con adesivo wash-off e pratiche mirate alla riduzione degli sprechi idrici, nel rispetto della filiera. Ogni birra Metzger nasce da una lavorazione artigianale accurata e da una rigorosa selezione delle materie prime, reinterpretando in chiave contemporanea gli stili birrari più rappresentativi. L’obiettivo è proporre birre dall’identità chiara, eleganti e armoniche, ma al tempo stesso semplici e piacevoli, pensate per essere accessibili e adatte a diversi momenti di consumo. Il rilancio del marchio è partito con la creazione di sei nuove ricette, ciascuna con un carattere distintivo: Bionda – Lager Helles: limpida e scorrevole, la bionda quotidiana per ogni momento Weiss classica: dorata e naturalmente opalescente, fresca e speziata Ambrata – Vienna Lager: equilibrata, con note tostate e richiami di frutta secca Modern IPA: agrumata e tropicale, fresca e contemporanea Bock: intensa, con note caramellate e gusto pieno Doppel Bock: scura, corposa e di grande carattere A queste si aggiunge oggi Pils Lager, che completa la gamma con uno degli stili più iconici della tradizione brassicola europea. Da quasi due secoli Metzger rappresenta una pagina significativa della storia birraria di Torino: il marchio è parte integrante dell’identità industriale e culturale della città. Dopo essere stato ritirato dal mercato nel 1975 e dopo un primo tentativo di rilancio tra il 2018 e il 2024, Metzger torna oggi con una nuova prospettiva grazie alla visione imprenditoriale di Marco Bianco, che ha avviato un progetto capace di unire storia, qualità e contemporaneità. Con la nuova Pils Lager, Metzger prosegue il proprio percorso di rinascita, riportando nel presente uno dei nomi storici della birra torinese.   GLI EVENTI PER IL LANCIO DELLA PILS LAGER Per celebrare il lancio della nuova Pils Lager di Metzger 1848, è stata organizzata una serie di eventi che permetteranno al pubblico di scoprire il gusto unico della birra, approfondire la storia del marchio e partecipare a degustazioni guidate in diverse location torinesi e online. Gli appuntamenti combinano momenti di incontro con i produttori, esperienze sensoriali e momenti di convivialità, con l’obiettivo di far vivere a tutti gli appassionati e curiosi l’universo Metzger in prima persona. Venerdì 13 marzo, 15:30–19:00 – “Benvenuta Pils!” – Enoteca Damarco, Torino (Piazza della Repubblica 4). Degustazione con i birrai Metzger Sabato 14 marzo, 12:30–24:00 – “Ballo delle Debuttanti” – Open Baladin Torino (Piazza Valdo Fusi 1) e Open Baladin Cuneo (Piazza Foro Boario) Domenica 15 – Martedì 17 marzo, 9:30–18:30 – “Horeca Expoforum” – Lingotto Fiere, Padiglione 3 Stand C47, Torino Martedì 17 marzo, 18:00 – “Benvenuta Pils!” – Tono. Metzger, Torino (via Catania 45/B). Degustazione con i birrai Metzger Mercoledì 18 marzo, 19:00–20:00 – “Birre e birrifici ritrovati” – Una chiacchierata online tra passato e presente con alcuni birrifici che hanno rilanciato e riportato a nuova viva un marchio storico, in dimensione artigianale.  Con: Metzger 1848, Birra Busalla e Fabbrica della Birra Perugia. https://italybeerweek.com/eventi/scheda/26/birre_e_birrifici_ritrovati_metzger_1848_busalla_e_perugia/  Venerdì 20 marzo, 18:00 – “Benvenuta Pils!” – Six Nation Murphy’s Pub, Torino (Corso Vittorio Emanuele II 28). Degustazione con i birrai Metzger Domenica 22 marzo, 12:00 – “Benvenuta Pils!” – Casa Goffi, Torino (Viale Suor Giovanna Francesca Michelotti 52). Degustazione con i birrai Metzger Domenica 22 marzo, 15:00–16:30 – “Metzger Experience” – Birrificio Metzger, Torino (via Catania 39). Visita guidata nel Birrificio Metzger alla scoperta della tradizione birraria torinese, con tour dello stabilimento Giovedì 26– Domenica 29 marzo 2026,– “Festa della Birra Artigianale” – Palatenda Prato della Fiera, Caselle Torinese (via Torino 99).

23 MARZO. LA FILARMONICA TRT PRESENTA CONGEDI

23 MARZO. LA FILARMONICA TRT PRESENTA CONGEDI Ore 20. Teatro Regio. Piazza Castello 215, Torino DIRETTORE D’ORCHESTRA Bertrand de Billy SOLISTA Maria Bengtsson PROGRAMMA Richard Strauss – Vier letzte Lieder, per soprano e orchestra Johannes Brahms – Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98   Il secondo appuntamento de “I Concerti 2025-26” riunisce due interpreti di riferimento per il repertorio tardo-romantico mitteleuropeo in un programma che accosta il lirismo crepuscolare dell’ultimo Strauss al grande sinfonismo di Brahms. Sul podio torna a Torino il direttore d’orchestra Bertrand de Billy, protagonista di una importante carriera internazionale tra teatri d’opera e sale sinfoniche. La prima parte del concerto vede invece impegnata il soprano svedese Maria Bengtsson, interprete particolarmente apprezzata nel repertorio tedesco e straussiano. Composti negli ultimi anni di vita del compositore, i Vier letzte Lieder rappresentano una sorta di testamento musicale di Richard Strauss. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il musicista visse un periodo di riflessione e di progressivo distacco dalla grande produzione sinfonica, con una scrittura sempre più essenziale. Proprio in questo clima nacque nel 1946 Im Abendrot, su testo del poeta romantico Joseph von Eichendorff, una pagina che evoca il tramonto della natura come metafora del congedo dalla vita. Poco tempo dopo Strauss entrò in contatto con alcune poesie di Hermann Hesse e ne scelse tre – Frühling, September e Beim Schlafengehen – che andarono ad affiancarsi a Im Abendrot, formando il gruppo dei quattro Lieder oggi noti come Vier letzte Lieder. Il titolo, con cui furono pubblicati dall’editore Boosey & Hawkes nel 1949, deriva da una definizione dello stesso Strauss, che li considerava come gli ultimi canti della propria produzione. In queste pagine la voce di soprano si fonde con una grande orchestra in un tessuto sonoro luminoso e contemplativo. Le immagini poetiche – la primavera, l’autunno, l’abbandono del sonno, il tramonto – delineano un percorso simbolico che conduce dalla vitalità della natura alla quiete finale. Non a caso, nel conclusivo Im Abendrot, Strauss richiama il tema del suo celebre poema sinfonico Tod und Verklärung (Morte e trasfigurazione, 1889), creando un ponte ideale tra la giovinezza e la fine della propria vita artistica. La seconda parte del concerto è dedicata alla Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98, l’ultima sinfonia di Johannes Brahms, composta tra il 1884 e il 1885. Con quest’opera il compositore di Amburgo raggiunge uno dei vertici del sinfonismo ottocentesco, con una scrittura di grande concentrazione tematica e straordinaria coerenza formale. Il primo movimento si apre con un tema di intensa malinconia, costruito su un gesto melodico che sale in levare e che diventa il nucleo di un ampio sviluppo in forma-sonata. Nei movimenti centrali Brahms continua a elaborare il materiale con grande economia di mezzi: l’Andante moderato alterna due sezioni di carattere solenne e meditativo, mentre l’Allegro giocoso introduce una parentesi più energica e luminosa. Il celebre finale rappresenta uno degli aspetti più originali dell’intera sinfonia. Brahms recupera infatti una forma barocca, la ciaccona, costruendo una serie di variazioni su un basso ostinato di otto battute. Il riferimento ideale è la Ciaccona che conclude la Partita n. 2 per violino solo di Johann Sebastian Bach: un modello che Brahms rielabora in chiave sinfonica con trentadue variazioni e una poderosa coda conclusiva. Il programma del concerto mette così in dialogo due momenti cruciali della tradizione musicale tedesca: da un lato il congedo poetico e trasfigurato dell’ultimo Strauss, dall’altro la compiuta architettura sinfonica della maturità di Brahms.  www.filarmonicatrt.it

PASQUA SOLIDALE CON FONDAZIONE PAIDEIA. COLOMBE E UOVA DI CIOCCOLATO: OGNI DOLCE DIVENTA UN AIUTO CONCRETO PER I BAMBINI CON DISABILITÀ E LE LORO FAMIGLIE

La Pasqua porta con sé il piacere di ritrovarsi e la tradizione dei dolci da condividere. Anche quest’anno Fondazione Paideia, realtà torinese che da oltre trent’anni sostiene bambini con disabilità e le loro famiglie con percorsi di terapia, supporto e accoglienza, propone una selezione di prodotti pasquali che unisce gusto e solidarietà. Acquistandoli sullo shop online o presso Bottega Paideia, ogni scelta diventa un gesto concreto di sostegno alle attività della Fondazione. Colombe soffici, uova di cioccolato e piccoli ovetti colorati da regalare o da portare in tavola: una collezione di dolcezze pensata per accompagnare la festa e trasformare ogni acquisto in un dono doppio. Per chi lo riceve e per chi, grazie a Paideia, può trovare supporto, accoglienza e momenti di serenità nel proprio percorso quotidiano. La Colomba Galup per Paideia Una dolce tradizione che si fa solidale: Galup e Fondazione Paideia rinnovano anche quest’anno la loro collaborazione con un’edizione speciale della Colomba Pasquale da 750g. Un dolce simbolo della Pasqua, preparato secondo la ricetta classica Galup, che unisce bontà e solidarietà. La colomba sarà disponibile anche presso Bottega Paideia (Via Villa della Regina 9/D), online su https://shop.fondazionepaideia.it/, presso gli store Galup store di Torino e Pinerolo e su  https://www.galup.it/.  Le dolcezze di Pasqua solidali la colombina al cioccolato della Cooperativa Orbita le uova di cioccolato assortite e le uova di cioccolato confettate prodotte dalla cioccolateria Chiambretto gli ovetti di cioccolato le uova di Pasqua al latte e fondente di Ziccat. Riapre per la primavera Bottega Paideia Con l’arrivo della primavera riapre anche Bottega Paideia, il negozio solidale della Fondazione a Torino: uno spazio accogliente dove trovare idee regalo, oggetti per la casa, accessori e prodotti gastronomici selezionati con cura. Ogni acquisto sostiene i progetti della Fondazione dedicati ai bambini con disabilità e alle loro famiglie. La Bottega sarà aperta dal 10 marzo al 3 aprile con i seguenti orari: Martedì – Sabato: 10.00 – 13.00 / 15.30 – 19.00 Lunedì e domenica: chiuso. Scegliere i prodotti di Pasqua di Fondazione Paideia significa portare in tavola qualità e tradizione, contribuendo allo stesso tempo a sostenere l’impegno della Fondazione nell’offrire accoglienza, terapie, supporto alla genitorialità e occasioni di svago per tante famiglie che affrontano la disabilità ogni giorno. Tutti i prodotti sono disponibili su https://shop.fondazionepaideia.it/

IL "SERIAL KILLER MUSEUM" APRE A GENOVA

Dopo il grande successo ottenuto a Firenze e il sorprendente riscontro della seconda sede aperta a Torino (30.000 persone in 5 mesi), il Serial Killer Museum arriva a Genova con la sua esposizione più ampia e completa: 16 sezioni tematiche nel pieno centro cittadino, in via Roccatagliata Ceccardi 14/r. Ogni sede del museo affronta i casi emblematici della storia della criminologia moderna, ma a Genova il percorso si arricchisce di contenuti esclusivi e sezioni inedite, trasformando questa apertura nella più grande mai realizzata in Italia. Tra le novità, una sezione dedicata a Donato Bilancia, uno dei serial killer italiani più studiati per la complessità del profilo psicologico e la rapidità della sua escalation criminale. Il museo si inserisce nel crescente interesse internazionale verso il true crime, un fenomeno culturale alimentato da serie televisive, podcast e pubblicazioni che continuano a raccontare i grandi casi della cronaca nera. L’esperienza è pensata come un vero e proprio podcast in 3D, dove i visitatori vengono guidati attraverso le storie dei serial killer più famosi del mondo, accompagnati da un’audioguida che aggiunge intensità e ritmo al racconto. L’audioguida è disponibile anche in inglese e spagnolo, permettendo di vivere ogni sala come un viaggio immersivo nella mente dei criminali. ambienti in cui hanno agito, rendendo il percorso altamente suggestivo e immersivo. Tra di loro, Andrei Chikatilo, noto come il “Macellaio di Rostov”, che terrorizzò l’Unione Sovietica con una serie di omicidi efferati; Erzsébet Báthory, la contessa ungherese soprannominata la “Contessa Sanguinaria”, famosa per le atrocità inflitte alle sue vittime; Ed Gein, il macabro artigiano del Wisconsin le cui azioni ispirarono film e romanzi horror; John Wayne Gacy, il “Killer Clown” statunitense che intrappolava le sue vittime sotto la maschera del sorriso; Luis Alfredo Garavito, il colombiano responsabile di uno dei più grandi casi di pedofilia seriale; Albert Fish, il “Predatore Cannibale”, noto per la crudeltà dei suoi crimini; Jeffrey Dahmer, il “mostro di Milwaukee”, simbolo della follia e del delirio omicida nella società contemporanea; Charles Manson, il carismatico leader di una setta che scosse l’America negli anni Sessanta; Aileen Wuornos, una delle poche serial killer donne, i cui crimini e la vita personale hanno generato un intenso dibattito mediatico; Leonarda Cianciulli, la cosiddetta “saponificatrice di Correggio”, che trasformava le sue vittime in sapone e dolci; e il giovane Petiso Orejudo, simbolo di un’inquietante criminalità giovanile. Ogni figura è collocata nel proprio contesto, tra arredi, oggetti e dettagli degli spazi originali, permettendo al visitatore di entrare nel loro mondo, comprenderne le dinamiche e percepire l’impatto delle loro azioni. Il percorso comprende anche tre sezioni dedicate ai metodi di esecuzione statunitensi del Novecento — sedia elettrica, camera a gas e lettino per l’iniezione letale — e un approfondimento su Cesare Lombroso, considerato il padre della criminologia moderna, le cui teorie sul “criminale nato” hanno posto le basi per lo studio sistematico del comportamento deviante, ancora oggi oggetto di analisi e dibattito. Il museo restituisce inoltre una prospettiva globale, mostrando come la maggior parte dei casi documentati a livello mondiale riguardi gli Stati Uniti, con oltre il 60% dei crimini, seguiti da Gran Bretagna e Italia, dove storie come quelle di Leonarda Cianciulli, Donato Bilancia e del Mostro di Firenze continuano a suscitare interesse e a stimolare curiosità e riflessione. La visita dura circa 45 minuti e offre un’esperienza completa che unisce storia, cronaca nera e psicologia criminale in modo unico. Il biglietto intero costa 15 euro, ridotto a 13 euro per chi utilizza le proprie cuffie, 10 euro per gruppi da almeno dieci persone e 8 euro per i possessori di Abbonamento Musei. Il Serial Killer Museum Genova si trova in via Roccatagliata Ceccardi 14/r. www.museoserialkiller.com

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CARNEVALE 2026: AD ASTI CONTINUA LA FESTA!

CARNEVALE 2026: AD ASTI CONTINUA LA FESTA! Domenica 1° marzo, dalle ore 10   Una giornata di colori, divertimento e tradizione per tutta la città: domenica 1° marzo Asti si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno con l’immancabile Carnevale cittadino, una festa che unisce tradizione, allegria e spirito di comunità, trasformando il cuore della città in un grande palcoscenico a cielo aperto. Il Carnevale Astigiano 2026 animerà Piazza Alfieri e il centro storico con un programma ricco di eventi pensati per tutte le età, tra maschere, musica, sapori e spettacoli. La giornata si aprirà alle ore 10 in Piazza Alfieri con le bancarelle di artigianato creativo e agroalimentare, occasione perfetta per passeggiare tra colori e profumi del territorio. Alle ore 11.30 protagonista sarà la Famiglia delle Maschere Astigiane, che incontrerà l’Amministrazione Comunale e il Collegio dei Rettori. A seguire, l’intrattenimento musicale dei favolosi anni ’40 con le Signorine Maramao e l’apertura degli stand gastronomici a cura dei Comitati Palio, con aree giochi dedicate ai bambini. Il momento più atteso arriverà alle ore 14.30 con la grande sfilata nel centro storico: partenza da Corso Alfieri (zona Torre Rossa) e arrivo in Piazza Alfieri per un corteo festoso e spettacolare. In apertura la Banda Città di Asti “G. Cotti”, seguita dalla Famiglia delle Maschere Astigiane e da una rappresentanza delle maschere ufficiali regionali, nazionali e internazionali. Sfileranno i gruppi mascherati dei Comitati Palio, le maschere di Nives Mafezzoli, la Fraternidad Artistica Legendarios Sambos Caporales, le Tartarughe Ninja e i supereroi con la Fiat 500, i bambini delle scuole astigiane, i vespisti del Vespa Club Alfieri e tante altre sorprese. Dalle ore 15.30 la festa continuerà in Piazza Alfieri con un ricco programma di animazione: musica della Banda Città di Asti “G. Cotti”, DJ Gigi’s World Music & Animation, danze folkloristiche con Simone Campa & La Paranza del Geco, area gonfiabili, giochi con Chapitombolo, truccabimbi, musica e inclusione con la Social Dance, area pony con il Circolo Ippico Casanova di Castello di Annone e area gastronomica a cura dei Comitati Palio. Alle scuole astigiane presenti verranno consegnati attestati di partecipazione, a sottolineare il valore educativo e comunitario della manifestazione. Il Carnevale Astigiano torna così a confermarsi una festa che appartiene alla città, capace di coinvolgere famiglie, bambini e associazioni in una giornata di condivisione, tradizione e puro divertimento.    

L’AMORE AL TEMPO DELL’RSA: IL SAN VALENTINO NELLE STRUTTURE EMEIS

L’AMORE AL TEMPO DELL’RSA: IL SAN VALENTINO NELLE STRUTTURE EMEIS Dalle storie che durano oltre mezzo secolo al “sì” a 83 anni   C’è chi si sposa a 83 anni, chi si ama da oltre 70. Chi si incontra “per caso” durante la guerra e chi continua a scegliersi ogni giorno, anche quando la vita cambia ritmo. In occasione di San Valentino, emeis Italia racconta alcune storie d’amore nate o vissute all’interno delle sue RSA, storie che dimostrano come l’amore non abbia età, né scadenza. Nelle residenze emeis, l’amore è fatto di visite quotidiane, mani che si cercano, di promesse mantenute nel tempo. È la forza di un sentimento che attraversa decenni, malattie, distanze e nuovi inizi. Quattro coppie, quattro storie diverse, unite dallo stesso filo: l’amore che resta. Per emeis Italia, queste non sono eccezioni, ma testimonianze di come le RSA possano essere luoghi di vita, relazioni e affetti, dove l’amore continua a esistere, evolversi e sorprendere, anche un po’ in là negli anni…   Lodovico e Rita – Milano, Residenza San Celso Sposarsi a 83 anni, dopo una vita insieme. Lodovico, 83 anni, è ospite della Residenza San Celso di Milano. Rita lo raggiunge ogni giorno, senza mai mancare un appuntamento. Entrambi hanno lavorato per anni alla Gazzetta dello Sport: lui giornalista inviato, lei nell’amministrazione. Per tutta la vita avevano fatto una promessa: non ci sposeremo mai. Poi, nel dicembre 2025, qualcosa cambia. Una semplice domanda di un ex collega – “Ma voi perché non vi sposate?” – basta a farli guardare negli occhi e capire che è arrivato il momento. Il 6 dicembre 2025 si sono sposati in Comune. A 83 anni. «Lei è sempre stata dolce, ma anche forte e determinata», racconta Lodovico. E forse è questo mix bilanciato il segreto di una relazione che dura.   Roberto e Giuliana – Segrate (MI), Residenza San Felice Insieme da 68 anni, tutto iniziò “per caso”. Roberto ha 96 anni, Giuliana 94. Vivono oggi in due camere comunicanti, come se fosse naturale non separarsi mai. La loro storia inizia nel 1943, su un battello sul lago di Como, durante la guerra. Uno sguardo, niente parole. Poi incontri mancati, coincidenze, lunghi silenzi. Si ritrovano più volte “per caso” finché, nel febbraio del 1957, a Milano, davanti a una chiesa, si riconoscono davvero. Un anno dopo si sposano. Da allora sono insieme da 68 anni. Il loro consiglio? «Mettere al centro l’altro, ascoltare, avere comprensione. È così che una storia dura una vita».   Agnese e Cornelio – Milano, Residenza San Celso Un amore nato in balera e durato una vita Si sono conosciuti grazie a un amico comune, una sera d’estate in balera. Era il 1954. Si sono piaciuti subito. Oggi Agnese vive in struttura, Cornelio – che ha compiuto 100 anni nel 2025 – è ancora autonomo e va a trovarla spesso. Il loro segreto? «La pazienza», dice Agnese. «Sorvolare sulle piccole cose e ricordarsi sempre che ci unisce l’amore». Quando litigavano, lui la faceva ridere. I ricordi più belli? Un viaggio a Camogli e alle Cinque Terre, la casa comprata a Milano dopo anni di sacrifici, la famiglia costruita insieme. Il loro motto era ironico e tenerissimo: “I tre incontentabili”, loro due e la figlia.   Giuseppe e Carla – Sanremo, Residenza Julia Amore, lavoro e vita insieme da 71 anni Giuseppe De Zolt e Carla Maria Scarazzato si sono conosciuti nell’estate del 1954, lavorando nello stesso ufficio. Da allora non si sono più lasciati. Una coppia “vincente”, come amano definirsi: nel lavoro, nel matrimonio e oggi nella vita in struttura, sempre fianco a fianco da 71 anni. Nessuna divisione dei ruoli, solo accordo, pazienza e comunicazione. La vacanza più bella? La Finlandia. Il sogno più grande realizzato? I figli. Il loro motto riassume tutto: “L’amore è il calore della casa”.  

JAPAN MANIA 2 SPECIALE SAN VALENTINO: PASSIONE POP!

JAPAN MANIA 2 SPECIALE SAN VALENTINO: PASSIONE POP!A Torino torna la seconda edizione dell’evento dedicato alla cultura giapponese Sabato 14 febbraio, dalle 10 alle 18 Polo Le Rosine, Via Plana 8/C, Torino   Sarà un San Valentino diverso e curiosissimo quello che si terrà quest’anno al Polo le Rosine, dove torna, dopo il grande successo dell’edizione inaugurale, JAPAN MANIA 2, l’evento dedicato alla cultura giapponese e alla cultura pop che ha conquistato appassionati di tutte le età, giovani, famiglie e bambini. Torino si trasforma in un angolo di Giappone per una giornata interamente dedicata alla cultura nipponica, che si terrà sabato 14 febbraio dalle 10.00 alle 19.00 al Polo artistico e culturale Le Rosine, in via Plana 8/C. Realizzato in collaborazione con mondojapan.net di Fabio Valerio, Japan Mania 2 è una vera e propria immersione nel mondo nipponico: un’occasione unica per celebrare San Valentino in modo alternativo, tra colori, creatività, divertimento e tante sorprese. Un evento pensato non solo per gli amanti del Giappone, ma anche per chi desidera trascorrere una giornata diversa, con tante attività ed esibizioni dal vivo. Durante l’intera giornata il pubblico potrà visitare una grande esposizione di artisti, partecipare a incontri con autori di fumetti e graphic novel, scoprire curiosità legate al mondo giapponese – dal doppiaggio dei cartoni animati alle arti marziali – gustare biscotti giapponesi decorati sul momento e provare videogames vintage e attuali con postazioni interattive aperte a tutti, grandi e piccoli. A rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente, la presenza di numerosi cosplayer che animeranno e coloreranno l’evento con i loro costumi ispirati ai personaggi più iconici di anime e manga! L’evento sarà seguito e raccontato in diretta streaming da XNerd, permettendo anche a chi non potrà essere presente di partecipare e vivere l’atmosfera di Japan Ma  
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