Inaugurazione 22 ottobre | ore 18.30
Velario del Polo Culturale Marzanati, Via Cesare Battisti 25 - Trofarello
L’opera artistica partecipata trasforma le vecchie lenzuola e le cartelle cliniche dell’ex manicomio in un ponte di inclusione. Komeo viene presentata al pubblico negli spazi del Velario del Polo Culturale Marzanati: un progetto di welfare culturale promosso dalla clinica del Gruppo emeis Italia per il mese della Salute Mentale con il sostegno e il Patrocinio del Comune di Trofarello.
TROFARELLO (TO) – L’arteterapia come strumento di relazione e integrazione sociale, capace di superare lo stigma della malattia mentale e dare voce a chi vive spesso ai margini.
Da questa visione nasce “KOMÉO” (dal greco antico κομέω: curare, prendersi cura), il progetto artistico e di welfare culturale promosso da Villa di Salute, la clinica di riabilitazione psichiatrica di Trofarello parte del Gruppo emeis Italia — realtà specializzata nell’assistenza e nella cura delle persone fragili.
Il percorso è stato ideato all’interno del Servizio di Psicologia e Riabilitazione della struttura dalla dottoressa Barbara Alessio, psicologa, psicoterapeuta e Art Director del Collettivo Artistico D’Acqua, che ha promosso l'iniziativa affiancando i pazienti residenti.
A guidare i ragazzi in questo processo creativo è stata un’ospite d’eccezione: l’artista Dao Thi Mi Linh, la cui ricerca stilistica esplora lo spazio, la materia e le relazioni umane.
Il 22 ottobre verrà inaugurata l’installazione immersiva nel Velario del Polo Culturale Marzanati (Biblioteca Civica “Lelio Basso”), con il patrocinio e il sostegno del Comune di Trofarello. Un’iniziativa che rinnova lo storico legame tra la cittadinanza e la clinica, aprendo un luogo pubblico alla riflessione e all'inclusione.
Un’iniziativa che rinnova lo storico legame tra la cittadinanza e la clinica, aprendo un luogo pubblico alla riflessione e all'inclusione.
L’opera nasce da un dialogo profondo con la materia e con la memoria locale: i pazienti-artisti del Collettivo D’Acqua hanno lavorato sulle antiche lenzuola dell’ex manicomio di Trofarello, ritagliandole, ricamandole o dipingendole a tempera all'uovo con parole legate alla sofferenza e alla rinascita. I teli formano grandi "vele" sospese a soffitto, da cui scendono scenografiche cascate di fili rossi e granata — firma dell’artista di Dao Thi Mi Linh che simboleggia i legami che curano. La composizione avvolge una grande pietra a terra, metafora del peso della malattia che si ammorbidisce nella cura.
Accanto alla pietra, i gusci d’uovo svuotati — simbolo di rigenerazione — incontrano le rielaborazioni delle cartelle cliniche dei primi del Novecento, il cui ricordo viene sottratto all'oblio e riletto senza giudizio. Il progetto unisce così storia, partecipazione e percorso terapeutico, offrendo un’occasione d’incontro e riflessione per l’intera cittadinanza.