Roma, 17 marzo 2026
Si è svolto martedì 17 marzo 2026 presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani - Presidenza del Senato della Repubblica l’incontro “Voce al caregiver. Dai bisogni ai diritti: sostenere l’autodeterminazione delle famiglie delle persone con disabilità” dedicato all’approfondimento del tema dei Caregiver Familiari.
L’iniziativa è nata su proposta della Senatrice Ilaria Cucchi, che ha invitato Cecilia Sorpilli ed Eleonora Boarini, fondatrici del progetto “Voce al Caregiver”, a promuovere una giornata di informazione e riflessione, riconoscendo la loro consolidata esperienza professionale maturata al fianco delle famiglie delle persone con disabilità.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto ad alto valore simbolico e politico, volto a portare nelle sedi istituzionali le voci dei caregiver familiari – in particolare dei genitori di persone con disabilità – raccolte attraverso percorsi di ascolto, narrazione e restituzione pubblica.
Dai bisogni ai diritti: un cambio di paradigma non più rinviabile verso l’autodeterminazione
Con il titolo dell’iniziativa – “Dai bisogni ai diritti: sostenere l’autodeterminazione delle famiglie delle persone con disabilità” – Cecilia Sorpilli ed Eleonora Boarini hanno voluto esprimere con chiarezza l’obiettivo centrale dell’incontro: affermare in modo concreto il superamento del paradigma dei “bisogni” a favore di un approccio fondato sui diritti umani (human rights approach), già sancito nel nostro ordinamento dal 2009, anno di ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006.
Dall’ascolto delle famiglie emergono richieste ricorrenti di supporto, sollievo, servizi adeguati, informazioni chiare, tempo e riconoscimento. A queste esigenze strutturali non è più possibile rispondere con interventi frammentari o emergenziali: è necessario adottare uno sguardo nuovo e condiviso, fondato sul pieno riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità come cittadini e cittadine nel mondo di tutti.
L’autodeterminazione delle persone con disabilità rappresenta una condizione essenziale non solo per la loro libertà, ma anche per quella dei loro familiari, come affermato nel Manifesto per la Vita Indipendente dell’ENIL (European Network on Independent Living).