23 MARZO. LA FILARMONICA TRT PRESENTA CONGEDI
Ore 20. Teatro Regio. Piazza Castello 215, Torino
DIRETTORE D’ORCHESTRA
Bertrand de Billy
SOLISTA
Maria Bengtsson
PROGRAMMA
Richard Strauss – Vier letzte Lieder, per soprano e orchestra
Johannes Brahms – Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98
Il secondo appuntamento de “I Concerti 2025-26” riunisce due interpreti di riferimento per il repertorio tardo-romantico mitteleuropeo in un programma che accosta il lirismo crepuscolare dell’ultimo Strauss al grande sinfonismo di Brahms.
Sul podio torna a Torino il direttore d’orchestra Bertrand de Billy, protagonista di una importante carriera internazionale tra teatri d’opera e sale sinfoniche. La prima parte del concerto vede invece impegnata il soprano svedese Maria Bengtsson, interprete particolarmente apprezzata nel repertorio tedesco e straussiano.
Composti negli ultimi anni di vita del compositore, i Vier letzte Lieder rappresentano una sorta di testamento musicale di Richard Strauss. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il musicista visse un periodo di riflessione e di progressivo distacco dalla grande produzione sinfonica, con una scrittura sempre più essenziale. Proprio in questo clima nacque nel 1946 Im Abendrot, su testo del poeta romantico Joseph von Eichendorff, una pagina che evoca il tramonto della natura come metafora del congedo dalla vita.
Poco tempo dopo Strauss entrò in contatto con alcune poesie di Hermann Hesse e ne scelse tre – Frühling, September e Beim Schlafengehen – che andarono ad affiancarsi a Im Abendrot, formando il gruppo dei quattro Lieder oggi noti come Vier letzte Lieder. Il titolo, con cui furono pubblicati dall’editore Boosey & Hawkes nel 1949, deriva da una definizione dello stesso Strauss, che li considerava come gli ultimi canti della propria produzione.
In queste pagine la voce di soprano si fonde con una grande orchestra in un tessuto sonoro luminoso e contemplativo. Le immagini poetiche – la primavera, l’autunno, l’abbandono del sonno, il tramonto – delineano un percorso simbolico che conduce dalla vitalità della natura alla quiete finale. Non a caso, nel conclusivo Im Abendrot, Strauss richiama il tema del suo celebre poema sinfonico Tod und Verklärung (Morte e trasfigurazione, 1889), creando un ponte ideale tra la giovinezza e la fine della propria vita artistica.
La seconda parte del concerto è dedicata alla Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98, l’ultima sinfonia di Johannes Brahms, composta tra il 1884 e il 1885. Con quest’opera il compositore di Amburgo raggiunge uno dei vertici del sinfonismo ottocentesco, con una scrittura di grande concentrazione tematica e straordinaria coerenza formale.
Il primo movimento si apre con un tema di intensa malinconia, costruito su un gesto melodico che sale in levare e che diventa il nucleo di un ampio sviluppo in forma-sonata. Nei movimenti centrali Brahms continua a elaborare il materiale con grande economia di mezzi: l’Andante moderato alterna due sezioni di carattere solenne e meditativo, mentre l’Allegro giocoso introduce una parentesi più energica e luminosa.
Il celebre finale rappresenta uno degli aspetti più originali dell’intera sinfonia. Brahms recupera infatti una forma barocca, la ciaccona, costruendo una serie di variazioni su un basso ostinato di otto battute. Il riferimento ideale è la Ciaccona che conclude la Partita n. 2 per violino solo di Johann Sebastian Bach: un modello che Brahms rielabora in chiave sinfonica con trentadue variazioni e una poderosa coda conclusiva.
Il programma del concerto mette così in dialogo due momenti cruciali della tradizione musicale tedesca: da un lato il congedo poetico e trasfigurato dell’ultimo Strauss, dall’altro la compiuta architettura sinfonica della maturità di Brahms.
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